29 Aprile 2013

Via Francigena in Ciociaria: secondo Sandro Di Nardo “Non è mai esistita”

DI-NARDO

Riceviamo e pubblichiamo la seguente nota a firma di Sandro Di Nardo, Presidente dell’Associazione Radicale Pier Paolo Pasolini della Provincia di Frosinone

“Se qualcuno vi accennasse al fatto che, oltre la ben nota S.S. Casilina, via che partendo da Roma si congiunge all’Appia in Campania, esiste anche un’altra Casilina che va’, da Roma a Terni e poi ancora un’altra Casilina che sempre da Roma arriva a Livorno, voi cosa gli rispondereste? Certo che è un gran cialtrone e per di più un bell’ignorante! Se poi questo soggetto aggiungesse che sono stati stanziati anche dei fondi affinché queste ipotetiche “nuove” Casilina venissero dotate di piazzole di sosta, distributori di benzina ed altro di necessario al loro completamento, non pensereste al solito spreco di denaro pubblico in opere inverosimili?

Il nome di questa strada particolarmente “attenzionata” da parte dei nostri organi regionali è la Via Francigena.

Certamente avrete visto nel nostro territorio cartelli amaranto con l’indicazione della Via Francigena che si dipana tentacolare quasi in ogni dove. E’ un susseguirsi di Via Francigena di qua, Via Francigena di là, un formicaio di snodi di questa improbabile via che qui, in Ciociaria, non è mai effettivamente esistita. La Via Francigena nasce difatti come percorso di pellegrinaggio verso Roma di coloro che vivevano ed operavano a nord della città eterna. L’arcivescovo di Canterbury, Sigerico, nel 994 d.c. descrive puntigliosamente tutto il percorso a tappe seguito per tornare, da Roma, alla sua diocesi, appunto quella di Canterbury. Questa via Giubilare, la Francigena, nasce a Canterbury, attraversa tutta la Francia entra in Italia da Losanna, dal Gran S. Bernardo, e scende giù giù dritta verso la capitale della cristianità. Stop, lì finisce. Non sono mai esistite diramazioni, aggiunte, ramificazioni: in Ciociaria è storicamente accertato che questa via non c’è mai stata, come pure in provincia di Latina e Rieti. Chi la propugna è totalmente in mala fede e indiscutibilmente digiuno di storia patria.

Solo i Radicali hanno tentato con i loro 2 rappresentanti nel Consiglio Regionale, volutamente non riconfermati anche per questo, attraverso un’interrogazione, la N. 963 del 2012, di ricostruire la verità storica dei fatti e di chieder conto dei sostanziosi impegni assegnati a questa sconcertante operazione falsificatoria. Oggi chi lo farà: i rappresentanti dell’opposizione, ieri al governo, propugnatori dell’iniziativa? I pentastellati? Chi allora?

Noi Radicali di Frosinone abbiamo da soli denunciato per primi, ed ancora unici, questa macroscopica manipolazione dei fatti per puri fini clientelari e, soli come al solito, denunciamo che chi ieri si era inventato di sana pianta quel falso storico del percorso della Via Francigena, oggi compie un intervento quasi simile con la Via Benedicti. Si tenta infatti di disegnare nella nostra provincia percorsi che poco o niente hanno a che spartire con il tragitto originale del cammino compiuto, da Norcia a Montecassino, dal Venerabile Santo e ciò sempre per meri scopi opportunistici e propagandistici, escludendo tratti storicamente attraversati dal Santo Patrono d’Europa. Tutto questo, come si capisce, è avvenuto e sta avvenendo nella più completa disattenzione sia dei mass media che degli organi inquirenti.

Segnaliamo inoltre come per favorire panzane megagalattiche ed affini si trovino sempre ampie disponibilità sia nei bilanci regionali, provinciali ed anche comunali mentre per promuovere iniziative effettivamente sane e valide non si riesca mai a reperire fondi sufficientemente adeguati.

Siamo, forse, un popolo di Santi, poeti, navigatori e trasmigratori ma, senza alcun dubbio, un popolo di mistificatori di verità storiche e di dispensatori di laute mance ai cortigiani di turno.

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