13 Giugno 2012

VEROLI- Lettera di una nostra lettrice

Veroli – Una nostra attenta e gentile lettrice ci scrive in redazione una
lettera sicuramente scritta con il cuore e che mette in risalto, ancora una
volta la storia infinita inerente i lavori, peraltro portasti a termine da
tempo, di un vecchio palazzotto, sul terrazzo del quale si potrà accedere?
Forse! Attraverso un piccolo ponte in costruzione da Piazzale Bisleti. I lavori
al momento sono sospesi in attesa di decisioni dei vertici autorevoli delle
Belle Arti, si spera a breve scadenza. Sulla questione sono intervenuti
autorevoli professori e studiosi verolani e non, tutti hanno dato idee e modi
per poter sfruttare quella terrazza che sicuramente offrirà ai cittadini, ai
turisti un panorama mozzafiato, tranne se tra le pieghe non ci sia qualche
interesse privato. Almeno fino ad oggi e per quanto ne sappiamo sembra invece
che la storia del terrazzo e relativo ponte di accesso, saranno un vantaggio
per tutta la comunità verolana anche se lo scetticismo ancora impera.  <
Egregio Direttore. – ci scrive la signora – Con la consueta gentilezza che la
distingue. La prego voler riportare la presente in risposta alla lettera che
una “cittadina romana” pubblicata su un quotidiano locale in data 19 maggio
2012 avente per oggettoi lavori in via Lucio Alfio, e una volta per sempre, a
chiarimento dell’operato della civica amministrazione e degli uffici da essa
dipendenti, occorrerà precisare quanto segue: 1) per fortuna siamo nell’anno
2012 e Veroli, come tutte le città, si adegua ai tempi grazie anche al profondo
ed intenso lavoro di rinnovamento svolto in questi anni dalla Giunta D’Onorio;
2) acquisire un terrazzo-belvedere con la visione che spazia dalle Mainarde
alla Valle del Sacco ed ai Monti Lepini, e metterlo a disposizione dei
cittadini, non è certo impresa di tutti i giorni; 3) quali vantaggi avrebbe
dato la tanto declamata permanenza del fatiscente e cadente palazzotto non è
dato sapere, o forse era appagante la visione permanente ed effettiva di un
tetto pericolante; 4) per quale ancestrale motivo si deve impedire a tutti i
costi la realizzazione di un’opera di pubblica utilità, foriera di stimoli alla
crescita ed al rinnovamento del centro storico; 5) solo una chiusa visione, non
disgiunta da un freddo distacco alla civica realtà, può  colpevolizzare
l’operato dell’attuale aministrazione comunale; 6) definirsi “cittadini romani”
e non “cittadini verolani” implica il non diritto di critica nell’ambito di
questa comunità, nel pieno rispetto delle regole e di tutti gli appartenenti ad
essa; 7) un belvedere, realizzato a norma delle vigenti disposizioni di legge,
non dovrebbe infastidire ed irritare la suscettibiliotà di nessuno, a meno che
non ci sia una naturale predisposizione alla intolleranza verso tutto e tutti,
8) la scelta di vita in un qualsiasi consesso implica anche l’accettazione
degli usi e dei costumi a volte anche forzando sul proprio modo di vivere; 9)
da tenere sempre ben presente che Roma per fortuna non è lontana, e nel
bellissimo centro storico si possono ancora appagare i sensi con i colori, gli
odori ed i sapori dell’antico senza la necessità di offendere l’operato di
nessuno; 10) si rappresenta che la plurimillenaria storia di Veroli insegna
l’assoluta indipendenza da Roma e la non sudditanza dai romani; cosa che l’ha
fatta definire ai suoi tempi l’Alma Urbi Confederata con tanto di Senato (S.P.Q.
V.) ovvero libero Municipio con piena autonomia in campo legislativo!>  F./to
Una cittadina Verolana      –         Una lettera, suddivisa in dieci punti
fermi, a nostro avviso appassionata e piena di risvolti autentici, per questo
ringraziamo la nostra lettrice che però avrebbe fatto bene a firmare la lettera
perchè da quello che si evince non ha niente da nascondere e forse nessuno
interesse. Anzi, una cittadina che parla bene dell’operato dell’amministrazione
civica, per quello che ha potuto fare in tempi di magra e di austerità, e del
progresso che la sua città potrebbe fare è veramente raro da
incontrare.

Gianni Federico

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