13 Giugno 2012

TRIBUNALE DI CASSINO a rischio chiusura: Iannarilli scrive ad Angelino Alfano

“In data odierna – afferma il Presidente della Provincia di Frosinone, Antonello Iannarilli – ho inoltrato una richiesta di interessamento diretto al segretario politico del Pdl, Alfano. Forte della sua esperienza in materia, anche maturata alla guida del Ministero della Giustizia, Alfano comprenderà a pieno l’importanza strategica della permanenza del Tribunale di Cassino. L’ennesimo ridimensionamento, dal punto di vista Istituzionale, del nostro territorio non è, infatti, tollerabile ancorché sia basato su calcoli che non tengono conto delle reali necessità dei territori ne’, come nel caso del Tribunale di Cassino, di effettive esigenze dei presidi statali in luoghi particolarmente delicati dal punto di vista della lotta alla criminalità”.

“Il territorio della Provincia di Frosinone – ha scritto Iannarilli a Alfano – di cui mi onoro di essere il Presidente, sta per subire l’ennesimo gravissimo depotenziamento. Nel Rapporto del Dipartimento del Ministero della Giustizia, infatti, è prevista la soppressione del Tribunale di Cassino.

Si tratta di una Istituzione dello Stato molto antica, dislocata strategicamente in una posizione di confine, che costituisce un presidio determinante contro le infiltrazioni malavitose di stampo camorristico. Presso il Tribunale di Cassino prestano servizio 19 magistrati togati, 9 giudici onorari e 7 magistrati requirenti. E’, dunque, nei fatti superato il parametro dei 20 magistrati considerato un discrimine nei parametri previsti nel dispositivo ministeriale.

Fanno riferimento al Tribunale di Cassino i cittadini di ben 60 Comuni, di cui 5 dislocati in Campania. Si tratta di un’utenza di circa 300.000 abitanti.Prova dell’importanza di questa Istituzione è anche la sue notevole mole di lavoro. L’ultimo dato disponibile, quello del 2010, vede attive oltre 14mila cause civili e oltre 7mila procedimenti penali.

Risulta di tutta evidenza – ha continuato l’On. Iannarilli – , in ogni caso, che se il criterio di salvezza o smobilitazione di presidi dello Stato di questa importanza, è caratterizzato solo dai dati numerici, dal rapporto costi-servizi e non si considerano più elementi fondamentali quale la collocazione geografica, il substrato socio-economico, la conformazione orografica dei territori, la dislocazione in luoghi di particolare incidenza delle spinte malavitose, ci troviamo ancora una volta di fronte a una concezione della gestione della cosa pubblica priva di alcuna attinenza alle esigenze di governo e ai reali bisogni.

Ti chiedo – ha concluso Iannarilli – data la tua profonda conoscenza del tema, arricchita dalla tua attività di Ministro, nonché come uno degli interlocutori più importanti del Governo attuale; di intervenire presso il Ministero della Giustizia e, direttamente, presso il Presidente del Consiglio per evitare questo ennesimo e gravissimo danno al nostro territorio, già privato di una sede provinciale della Banca d’Italia, decurtato di ospedali e presidi sanitari, privato dei benefici spettanti di supporto all’economia perché inserito nei computi regionali che vedono una squilibrio ormai enorme tra il Pil della Capitale e quello degli altri territori. Resto a tua completa disposizione per qualsiasi approfondimento della questione per un immediato intervento”.

Per contattare la nostra Redazione puoi scivere a redazione@ciociaria24.net.