mercoledì 18 20 Novembre15

“Salve, sono un truffatore ma non un rapinatore”. Grottesco episodio in Questura a Frosinone

“Sono un truffatore ma non un rapinatore”, queste le parole con cui ha esordito un partenopeo che, nella mattinata di ieri, si è presentato presso gli Uffici della Squadra Mobile di Frosinone, accompagnato dal suo avvocato di fiducia. Motivo dell’insolita confessione un mandato di arresto europeo che pende sull’uomo per i reati di rapina e truffa, emesso dall’Autorità Giudiziaria Austriaca.

Le conferme alle dichiarazioni del campano arrivano agli operatori della Polizia di Stato dall’Ufficio “SIRENE”, della Direzione Centrale della Polizia Criminale, deputato allo scambio di informazioni supplementari tra gli stati comunitari. A stupire gli investigatori della Squadra Mobile le affermazioni del quarantanovenne in ordine alle proprie responsabilità per il reato di rapina contestatogli dall’autorità giudiziaria estera.

L’uomo riferisce di avere il filmato che proverebbe la commissione della sola truffa ma non il reato più grave; è sua abitudine infatti, per tutelarsi proprio da accuse improprie, riprendere le proprie illecite “gesta”. Tratto in arresto, il pregiudicato campano è stato accompagnato presso la casa circondariale di Frosinone e messo a disposizione dell’autorità giudiziaria competente.

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