6 Giugno 2012

PD sconfitto a Frosinone e Ceccano: Pittiglio “troppe analisi affrettate che celano sete di vendetta”

C’è tanta frenesia in giro che andrebbe tramutata in partecipazione e proposta. Ho sentito e letto analisi affrettate e curiose che rischiano di deviare il percorso avviato dalla direzione provinciale della scorsa settimana. Analisi probabilmente frutto di contrasti personali, riconducibili a gruppi più o meno organizzati ma non identificabili, analisi che stranamente rivendicano l’autonomia decisionale dei circoli ma riversano le responsabilità sul livello superiore.

La sconfitta alle elezioni di Frosinone e Ceccano è probabilmente storica il che deve farci riflettere sugli elementi che l’hanno fatta diventare tale. Non credo alla favola del “centrosinistra diviso perde comunque”, ci saranno stati si elementi politici, ma credo anche amministrativi o errori strategici come le nomine di presidenti e consiglieri di amministrazione a pochi giorni dalle elezioni, che in un periodo storico come questo e con l’avanzata di un populismo alla grillo non pagano sicuramente.

La discussione e gli effetti delle sonore sconfitte nelle ultime amministrative è appena iniziata, in quei luoghi da tutti osannati, cioè gli organismi dirigenti eletti democraticamente dal congresso. Si è avviata, e andrà fatta assolutamente, una discussione che dovrà essere profonda e condivisa da ogni singolo iscritto della provincia di Frosinone, aperta a tutte le forze e a tutti i cittadini che guardano al Pd con interesse. Sarà inevitabile, in tempi brevi, mettere in campo gruppi dirigenti forti e autorevoli, una segreteria nuova ed innovativa composta da merito e competenze che sappia avviare un percorso comune per ridisegnare l’idea di una Provincia diversa da quella attuale. Una segreteria libera da preconcetti e pregiudiziali che sappia valutare con oggettività ed intervenire in maniera invasiva sulle questioni dei circoli territoriali.

Dobbiamo uscire da un ciclo, che i cittadini negli ultimi tre anni hanno bocciato più volte perché la sconfitta è stata seria. Abbiamo il compito di ascoltare e farci domande per proiettare il nostro partito agli interessi più vicini dei cittadini come il lavoro, le crisi aziendali, i mancati pagamenti da parte degli Enti superiori ai comuni e alle imprese, un piano sanitario della Polverini da ridisegnare totalmente, il tema dell’acqua pubblica e dei costi della politica,  il riassetto istituzionale. Ha ancora senso infatti mantenere tre consorzi di bonifica in questa Provincia? Ha ancora senso mantenere due consorzi industriali? È così aberrante pensare che l’Ente Provincia potrebbe avere quelle funzioni di tutta una seri di enti intermedi (ad esempio le Ater) invece di complicare la vita ai cittadini e sopprimerle? Queste sono solo alcune delle domande che dovrebbe farsi il Pd. Invece come al solito, la voglia di apparire e di trovare il capro espiatorio ci inducono a parlare di noi stessi in una discussione autoreferenziale e senza sbocchi. Credo che il Segretario Migliorelli abbia fatto bene ad indicare questo percorso che veda un partito in grado di aprire porte e finestre in tutti i territori senza rinchiudersi negli status quo e senza paura del nuovo.

I cittadini ci guardano con interesse e saranno coinvolti se sapremo mettere al centro della discussione una proposta ed un progetto, se sapremo alzare il livello delle idee e della qualità della politica, a valle di questo sono sicuro che vedremo un partito orgoglioso, che sa aggregare. A valle di questo anche la discussione e l’auspicio di un centrosinistra unito sarà molto più facile perché se discutiamo di politica gli elementi di condivisione sono superiori a quelli di divisione.

 

Enrico Pittiglio

Direzione Provinciale PD

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