27 Aprile 2021

Osservatorio comunicazioni| Italiani Facebook-dipendenti. 38 milioni connessi al social

AGCOM: IN SENSIBILE AUMENTO GLI ACCESSI ALLA RETE FISSA CON TECNOLOGIA FTTC, FTTH E FWA
Prosegue a ritmi sostenuti la crescita della larga banda mobile: +50% su base annua

La fibra

I dati dell’Osservatorio sulle Comunicazioni, diffusi dall’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, evidenziano come a fine dicembre 2020, nella rete fissa, gli accessi complessivi siano cresciuti di olconsumerismo.it/tag/tre”>tre 140 mila unità rispetto al trimesconsumerismo.it/tag/tre”>tre precedente, rimanendo sostanzialmente invariati (a poco più di 19,6 milioni) su base annua. In continuità con quanto emerso nei precedenti aggiornamenti dell’Osservatorio, vengono rilevati significativi cambiamenti nella comconsumerismo.it/tag/pos”>posizione delle tecnologie utilizzate per la fornitura del servizio: infatti, se nel dicembre 2016 l’83,4% degli accessi alla rete fissa era in rame, dopo quattro anni questi sono scesi al 36,3% (con una flessione di 9,78 milioni di linee). Allo stesso tempo sono sensibilmente aumentati gli accessi tramite tecnologie qualitativamente superiori, in particolare quelle in tecnologia FTTC (+7,06 milioni di unità), FTTH (+1,38 milioni mila) e FWA (+0,69 milioni). Tale dinamica si riflette in un aumento delle prestazioni in termini di velocità di connessione commercializzate: le linee con prestazioni superiori ai 30 Mbit/s in quattro anni sono passate infatti dal 15,0% al 67,2%, menconsumerismo.it/tag/tre”>tre le linee commercializzate con velocità pari o superiore ai 100 Mbit/s, hanno superato il 50% del totale. Il quadro competitivo degli accessi broadband e ultrabroadband vede Tim quale maggiore operatore con il 42,1%, seguito da Vodafone con il 16,4%, Fastweb con il 15,2% e Wind Tre con il 14,0%.

La telefonia mobile

Nel segmento della rete mobile, le sim complessive (103,9 milioni a dicembre 2020) risultano sostanzialmente invariate su base annua: nello specifico, le sim M2M sono cresciute di 2,1 milioni, menconsumerismo.it/tag/tre”>tre quelle “solo voce” e “voce+dati” si sono corrispondentemente ridotte di olconsumerismo.it/tag/tre”>tre 2 milioni di unità. Tim risulta market leader (29,0%), seguita da Vodafone (28,9%) e Wind Tre (25,7%) menconsumerismo.it/tag/tre”>tre il nuovo entrante Iliad si attesta al 7%. Considerando il solo segmento delle sim “human”, ovvero escludendo le M2M, Iliad raggiunge il 9,3% con una crescita di 2,7 punti percentuali su base annua, menconsumerismo.it/tag/tre”>tre Wind Tre, nonostante una quota in calo di 2,2 punti percentuali, rimane il principale operatore con il 27,7% seguito da Tim con il 26,6% e Vodafone con il 23,9%. Prosegue a ritmi sostenuti la crescita della larga banda mobile: il consumo medio unitario mensile di dati nel 2020 è stimabile in circa 9,7 GB/mese, in crescita di quasi il 50% su base annua, menconsumerismo.it/tag/tre”>tre nell’ultimo trimesconsumerismo.it/tag/tre”>tre dello scorso anno olconsumerismo.it/tag/tre”>tre il 72% delle linee human ha effettuato traffico dati.

La televisione

Nel settore televisivo, nonostante la contrazione degli ascolti rispetto a dicembre 2019 (-0,4 punti percentuali), la Rai resta il principale operatore in termini di audience con il 35,4% di share. Al secondo consumerismo.it/tag/pos”>posto Mediaset, con 3,9 milioni di telespettatori nel giorno medio, registra una diminuzione della propria quota (-0,2 punti percentuali) che si attesta al 32,2%. Nello stesso periodo, si osservano performance negative anche per Discovery (-0,6 punti percentuali), Comcast/Sky (-0,5 punti percentuali) e La7 del Gruppo Cairo Communication (-0,2 punti percentuali). In controtendenza con +1,8 punti percentuali, gli ascolti ottenuti dagli altri operatori che complessivamente raggiungono il 15,5%. L’analisi dell’evoluzione degli ascolti delle edizioni serali dei principali programmi di informazione (i telegiornali) nel giorno medio, evidenzia che i più seguiti sono il Tg1 e il Tg5 (complessivamente con circa 11 milioni di ascoltatori). Al terzo consumerismo.it/tag/pos”>posto si colloca l’edizione serale della testata a carattere locale di Rai 3 (TgR) con uno share, pari al 14,8%, in crescita di +2 punti percentuali su base annua.

Editoria e giornali

Con riferimento al settore dell’editoria, si conferma l’andamento negativo già rappresentato nei precedenti Osservatori: nel mese di dicembre 2020, infatti, la vendita di quotidiani (copie cartacee e copie consumerismo.it/tag/digital”>digitali complessive) è pari a circa 51,2 milioni di copie, in flessione del 14% su base annua. Con riferimento all’intero periodo considerato (dicembre 2016 – dicembre 2020), le copie giornaliere cartacee complessivamente vendute dai principali editori passano da 48 a 30,1 milioni di unità con una contrazione del 37%. Contestualmente, le copie consumerismo.it/tag/digital”>digitali risultano in netta contrazione se consideriamo l’intero periodo (-16% punti percentuali) e in aumento se si considerano i valori di dicembre 2019 (+5 punti percentuali).

Utenti di Internet a dicembre 2020

Analizzando i dati di utilizzo di internet, nel mese di dicembre 2020, 45 milioni di utenti medi giornalieri hanno navigato in rete per un totale di 66 ore di navigazione mensile a persona. Passando all’esame dell’audience dei principali consumerismo.it/tag/social-network”>social network, Facebook con 38,2 milioni di utenti unici e una dinamica crescente su base trimestrale (+2,1 milioni di utenti), rappresenta la principale piattaforma utilizzata dagli utenti. Analogamente, dopo le performance registrate nei trimestri precedenti, riprende o si conferma la tendenza in crescita anche per Instagram (+2,3 mln di utenti rispetto a settembre 2020), Pinterest (+3,6 milioni di utenti), Twitter (+1,9 milioni di internauti), Tik Tok (+2 milioni di utenti) e Reddit (+0,8 milioni di utenti). In flessione, invece, l’utilizzo di Linkedin (- 0,1 milioni di utenti medi).

I ricavi del settore pacchi

Nel 2020 i ricavi complessivi registrati nel settore consumerismo.it/tag/pos”>postale sono cresciuti in media, su base annua, del 3,1%. Tale risultato deriva da due tendenze di segno opconsumerismo.it/tag/pos”>posto – flessione dei servizi di corrispondenza e crescita di quelli relativi alla consegna dei pacchi – ormai in atto da tempo ma che, per effetto della pandemia, si sono ulteriormente rafforzate: in particolare, i primi hanno registrato nell’anno una flessione del 25,6%, menconsumerismo.it/tag/tre”>tre i secondi risultano complessivamente in aumento del 20% (con quelli nazionali che evidenziano introiti in crescita del 29,6%). Le corrispondenti dinamiche dal lato dei volumi vedono una crescita del 34,6% nel numero di pacchi movimentati (+38,1% con riferimento alle sole consegne domestiche) ed una flessione del 19,8% per i servizi di corrispondenza. Il quadro concorrenziale del settore consumerismo.it/tag/pos”>postale, nel suo complesso, vede il Gruppo Poste Italiane principale operatore con il 38,1% (ma in flessione di 6,4 punti percentuali su base annua), seguito da consumerismo.it/tag/brt”>BRT (13,5%), UPS (10,7%) e da Amazon e GLS (entrambe con il 9,9%). Amazon è l’operatore che mostra la crescita maggiore; +4,2 punti percentuali rispetto a dicembre 2019. Su base annua, i ricavi unitari medi dei servizi di corrispondenza mostrano una flessione del 7,3% menconsumerismo.it/tag/tre”>tre quelli relativi ai servizi di consegna dei pacchi nazionali ed internazionali si riducono rispettivamente del 6,2% e dell’11,2%.

 

Fonte: Consumerismo