29 Dicembre 2015

L’incubo di Terracina finisce: presi i responsabili dell’assurdo omicidio in piazza Garibaldi

Sconcerto, incredulità e paura hanno dominato la scena fino a stamane. Ora, per fortuna, è tutto finito.

La scorsa notte i militari della Compagnia Carabinieri di Terracina, in collaborazione con personale del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Latina, hanno sottoposto a fermo del Pubblico Ministero i due giovani tunisini, S.M. di 22 anni, e S.H. di 23 anni, il primo già gravato da precedenti di polizia, resisi responsabili di rissa e concorso nell’omicidio del 32enne BELLOMO Gino Toni.

In particolare, i due extracomunitari nella notte tra il 26 e il 27 dicembre – a seguito di una lite per futili motivi ingaggiata con la vittima all’interno del Bar “Artis” della centrale Piazza Garibaldi di Terracina e proseguita anche all’esterno dello stesso locale – avevano aggredito e percosso violentemente, con pugni e calci al volto e al capo, il BELLOMO cagionandone poco dopo il decesso, a causa della gravità delle lesioni riportate, per darsi poi alla repentina fuga e far perdere le loro tracce.

Le articolate indagini condotte a ritmo serrato, in assoluta sinergia dai reparti alle dipendenze del Comandante Provinciale di Latina e in stretto raccordo con l’AG – concretizzatesi in attività tecniche, visione delle immagini catturate dai sistemi di video-sorveglianza presenti sul luogo del delitto ed escussioni dei numerosi testimoni che hanno assistito all’evento criminoso – hanno consentito, in sole 36 ore, di indentificare e localizzare i due correi, i quali – consci ormai di essere braccati dagli inquirenti – nella tarda mattinata di ieri si sono consegnati agli stessi alla presenza del loro difensore di fiducia.

All’esito dei due lunghi interrogatori svolti presso gli Uffici della Procura della Repubblica di Latina, il PM – concordando pienamente con l’ipotesi investigativa formulata dai militari operanti – ha dichiarato in stato di fermo di indiziato di delitto i due giovani, disponendo la loro traduzione presso la locale casa circondariale, dove tuttora si trovano ristretti in attesa di essere sottoposti all’interrogatorio di garanzia da parte del GIP.

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