martedì 3 20 Novembre15

La grande novità che incentiverà il turismo nel Lazio, soprattutto sui monti della provincia di Frosinone

«La nascita del catasto nazionale dei sentieri voluto dal Ministro Dario Franceschini in accordo con il CAI è un ulteriore tassello di quel progetto che punta a fare dell’Italia e del Lazio la Terra dei Cammini. Un’azione che va nella stessa direzione auspicata dalla Proposta di Legge Regionale sui Cammini, di cui sono la prima firmataria, presentata in questi mesi nei territori. Non a caso il testo ha raccolto le indicazioni dello stesso CAI e di Federtreck. Per questo ritengo che portare al più presto la Proposta in discussione in Commissione e approvarla in tempi brevi permetterà di sfruttare al meglio sia gli interventi del Ministero che quelli della Giunta regionale».

Così Daniela Bianchi, consigliera regionale del Lazio (indipendente Gruppo SEL), vice-presidente della Commissione Cultura in merito alla firma del Protocollo tra Mibac e CAI per la nascita del catasto nazionale dei sentieri. «Come Regione siamo pronti a raccogliere l’opportunità culturale ed economica rappresentata dal turismo sostenibile e slow. La Proposta di Legge infatti punta a far nascere la Rete Escursionistica del Lazio (REL) proprio in collaborazione con il CAI. L’obiettivo è di armonizzare tutti gli interventi di manutenzione e valorizzazione su sentieri, cammini e strade consolari.

Raccolgo quindi con piacere l’invito del Mibac ad uniformare tutta la segnaletica legata alla sentieristica e anche, come previsto nella PL, a dare un ruolo centrale ai Comuni nella manutenzione dei percorsi. L’approvazione del testo, quindi, permetterebbe al Lazio di diventare la Regione modello sul tema, proprio negli anni in cui, grazie al Giubileo, arriveranno milioni di pellegrini. Senza dimenticare che il fenomeno già oggi genera 102 milioni di visitatori l’anno nei parchi naturali italiani.

L’accelerata impressa del Mibac – conclude Bianchi – a cui segue il lavoro della Giunta Zingaretti che ha già sbloccato diversi cantieri sui cammini e inserito gli interventi nella nuova programmazione UE, sono la conferma che il tema è centrale nell’agenda del Paese. Con i nostri 65mila km di sentieri, cammini di fede, luoghi naturali unici, possiamo e dobbiamo diventare la principale meta di tutti i camminatori del mondo e dare avvio a quella chi io chiamo “economia della bellezza. Capace di far crescere anche le aree interne del Paese»

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