26 Giugno 2015

Eroico autista 118 guida infartuato fino all’ospedale, salva donna e va in arresto cardiaco

Massimiliano Ceci, 51 anni tra qualche settimana, da 17 al volante delle ambulanze del 118, ora è soprannominato ‘l’autista eroe’: nonostante un infarto in corso non ha lasciato la guida per salvare la vita ad una donna in codice rosso. Nonostante i sintomi inequivocabili Massimiliano non ha mollato il volante e ha portato all’ospedale San Paolo di Civitavecchia un’anziana di 91 anni residente a Cerveteri colpita da un ictus. Sceso dal mezzo l’autista è stato colpito dall’infarto e immediatamente soccorso: ricoverato in terapia sub-intensiva all’ospedale Santo Spirito di Roma, qui è stato sottoposto ad un’angioplastica.

Il racconto di Massimiliano, l’autista eroe del 118 «Quei minuti di paure e tensione, quando ha capito di non stare bene ma ha deciso di mantenere la calma e di mettercela tutta per salvare un’altra vita umana, Massimiliano Ceci li ha raccontati al Corriere della Sera. “Scene come queste le ho viste di frequente, i sintomi li ho riconosciuti quasi subito, ma viverle addosso è un’altra cosa”, ha spiegato l’autista ha contatto tutti i giorni da più di vent’anni con emergenze di ogni tipo. “Sull’autostrada ho avvertito un peso sul petto, il braccio sinistro dolente – ricorda – mi sono voltato e ho detto a Dario (il collega a bordo del mezzo ndr) Mi sento male, ma ancora ce la faccio”

“Al casello ho cominciato a sudare freddo, ho capito quello che stava accadendo, mancavano ancora quattro chilometri. Stavamo vicini, ero vigile, ma stavo sempre peggio – racconta ancora Massimilano – E pensare che non ho mai avuto problemi di salute. Fumo, anzi fumavo, ora devo smettere per forza. Ho il colesterolo cattivo normale, nessuna familiarità. Pensavo di stare tranquillo. Certo il lavoro è stressante, soprattutto dopo tanti anni”. L’uomo, sposato e padre di una ragazzina di 15 anni, forse non potrà più guidare l’ambulanza, il suo cuore si è fermato e poi è ripartito grazie alla defibrillazione e il suo lavoro comporta troppo stress e carico emotivo, “ma l’importante è che posso raccontare questa storia».

Fonte: www.fanpage.it

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