18 Giugno 2012

Comunità in dialogo, Iannarilli e la storia del giovane Sec

In occasione del 21° anno della Comunità “In Dialogo”, la cui ricorrenza si è celebrata ieri, il Presidente Iannarilli è andato a trovare i ragazzi ospiti delle struttura di Trivigliano, magistralmente guidata da Padre Matteo Tagliaferri. Una delle numerose visite quella del Presidente Iannarilli in sede, com’è solito fare anche quando i giovani finiscono il programma, e si partecipa alla gioia di un cammino esigente e faticoso giunto al termine, e al passaggio delle famiglie dalla disperazione iniziale al ritrovamento della fiducia e dell’entusiasmo. Cinquecento circa i partecipanti alla giornata di ieri, molti dei quali in condizioni di grosse difficoltà umane, e tra questi un giovane africano arrivato dal carcere di Torino dove, a causa di un passato problematico, stava diventando cieco. Mosso a compassione, il direttore della casa circondariale ha preso personalmente contatti con Padre Matteo, affinché potesse offrire accoglienza al giovane Sec, sprovvisto, oltretutto, di permesso di soggiorno. La Comunità “In Dialogo” ha garantito da subito la propria disponibilità, e grazie alla competenza e all’irrefrenabile impegno degli operatori, alla professionalità e all’immenso spirito caritatevole di padre Matteo, Sec, che ha appena finito di scontare la sua pena, si è ripreso fisicamente e oggi sta riacquistando la vista. Potrebbe dunque, il giovane africano, tornare a Genova dove l’aspettano una compagna e un fratello, e invece, ha deciso di concludere presso la Comunità “In Dialogo” tutto il programma, a beneficio del proprio processo di maturazione umana.

“Avendo appreso che da 10 anni non vede il padre originario del Sudafrica – ha spiegato il Presidente Iannarilli – ho ritenuto opportuno creare tutte le condizioni affinché i due si ritrovino, e ho concordato con Padre Matteo di ristabilire i contatti con l’anziano congiunto per organizzare nel più breve tempo possibile un incontro in Ciociaria. E’ questo il mio modesto tributo per la straordinaria lezione di vita che ricevo ogni volta, stando a contatto con ragazzi che riscoprono la propria fede e l’amore per il prossimo, due degli aspetti più importanti dell’esistenza. Non posso che esprimere la mia gratitudine verso Padre Matteo, al quale, dopo il felice avvio dei centri operativi in America Latina, vanno i miei auguri di cuore per la prossima apertura di una sede in Ucraina, dove mercoledì mattina si recherà di persona per verificare le condizioni della struttura, ed intraprendere anche lì, dal prossimo settembre, la straordinaria missione di salvezza di tante vite umane alla deriva, eppure di inestimabile valore”.

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