10 Giugno 2012

CASSINO – PSI: i cassinati “scendano in campo” a tutela del “loro” tribunale

La presenza -in una determinata area territoriale- di un tribunale non è questione di destra, di sinistra o di centro: è sempre stata e continuerà ad essere una “questione sociale”.
I tribunali, ovunque ubicati, rappresentano un freno all’espandersi della criminalità organizzata ed al malaffare, uno strumento per propiziare la “pace sociale”, un volano per l’economia.
Accade che oggi s’è diffusa in città la notizia che, secondo un rapporto elaborato dal Ministero della Giustizia, il tribunale di Cassino -che, dall’Unità di Italia, è il tribunale del Lazio Meridionale- è stato inserito nella lista dei 33 tribunali da sopprimere in Italia -si badi, unico nella regione Lazio- con “buona pace” di tutti coloro che -politici e non- avevano rassicurato circa il mantenimento, in città e nel nostro territorio, di questa fondamentale Istituzione.
La proposta ministeriale umilia -al contempo- Cassino ed il Lazio Meridionale e lede, nel proprio “intimo”, ogni cassinate.
Come detto, la “questione” è “sociale” e non è dettata da campanilismo di maniera: senza il “suo” tribunale Cassino sarà meno libera -non solo perché meno “protetta” dalle infiltrazioni di chi ha scelto o vorrà scegliere il Lazio Meridionale per fare business illegale -ma anche perché l’accesso alla Giustizia diverrà più costoso a discapito dei cittadini più disagiati.
Mobilitiamoci in maniera permanente, tutti insieme, a tutela del nostro tribunale, con iniziative pubbliche e “dal basso”, che coinvolgano tutte le forze sociali del territorio e non escludano -nei limiti in cui ciò sia consentito dalla legge ed a condizione che lo condividano le categorie professionali interessate- la sospensione dell’attività giudiziaria.

Partito Socialista Italiano
Sezione di CASSINO