15 Novembre 2013

31 DICEMBRE 2013: POI NON DITE CHE NON VE LO AVEVAMO DETTO…

Se a primavera 2014 dovremo tornare alle urne per eleggere 30 consiglieri provinciali, un presidente, una decina di assessori e pagarli per i prossimi cinque anni a suon di “mila euro” al mese, non dite che non ve lo avevamo detto. Il buon Cesidio Vano su La Provincia racconta praticamente ogni giorno l’evoluzione del ddl “svuota-province” ma soprattutto gli ostacoli che incontra tale decreto, perché esso rappresenterebbe una prima poderosa spallata alla spesa pubblica per la politica.

Abolendo le province, difatti, si creerebbe un precedente che faciliterebbe la successiva fusione di tanti consigli comunali, la riduzione dei consigli regionali, la soppressione di tanti poltronifici legati a comuni, regioni e province, insomma si scatenerebbe una rivoluzione del sistema politico nazionale ed al tempo stesso diminuirebbe perentoriamente la spesa pubblica.

Restando nelle condizioni attuali invece, il sistema politico tornerebbe ad essere blindato e chissà quando avremo un’altra opportunità per farlo dimagrire. Fateci caso: i politici del nostro territorio si sono già espressi tutti a favore del salvataggio delle province. Secondo voi perché? Parlano di rappresentanza, ma sanno bene che oggi un cittadino normale, tramite Facebook o Twitter, può contattare persino il Papa. Dunque il “tramite”, “l’amico consigliere” che conosce l’onorevole, non serve più. E’ l’uovo di Colombo!

E sempre grazie ai social network e ad internet in genere, possiamo dire il nostro “Sì” oppure il nostro “No” all’abolizione delle Province. Ve lo abbiamo già chiesto due settimane fa, ma la maggioranza di voi non ha risposto alla nostra domanda: siete favorevoli o no all’abolizione delle province?

Probabilmente la cosa non vi interessa, ci può stare. Però sappiate che è sempre il popolo che decide di cambiare o meno la sua storia. E se è vero che chi tace ora acconsentirà il 31 Dicembre 2013, ultimo giorno utile per l’approvazione del ddl, vuol dire che tutte quelle volte che sbraitiamo per i costi della politica non crediamo a quello che diciamo.

Sempre Cesidio Vano, su La Provincia di oggi, scrive che il commissario straordinario della Provincia di Frosinone riceve una retribuzione annua di 60mila euro. Al suo fianco, due subcommissari da 45mila euro ognuno. Totale: 150 mila euro. Quante cose potremmo fare con questi soldi?

Redazione 24Network

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