lunedì 15 Lug 2013

VEROLI – “Rosso di Sera” attraverso il presidente Paolo De Simone chiede il rispetto del risultato del referendum del 2011 sulla gestione del servizio idrico

Il presidente  dell’Associazione Politco-Culturale “ Rosso di Sera” , l’avvocato Paolo De Simone, per molti anni consigliere comunale per il partito di Bertinotti, Rifondazione Comunista, nel foglio di Informazione e Satira che cura personalmente, scrive a proposito della situazione che si trascina da tempo sulla questione dell’acqua pubblica. Prosegue infatti la campagna di “Rosso di Sera” per l’acqua pubblica che è un bene comune, con un atto sottoscritto da centinaia di cittadini di Veroli che è stato avviato dall’Associazione per diffidare l’Acea ad adempiere gli obblighi e contestualmente ha chiesto al comune di Veroli di risolvere il contratto per adempimento. – “ Dopo oltre due anni dal referendum del giugno 2011 – scrive l’avv. De Simone – non è stato ancora avviato un percorso legislativo per la ripubblizzazione del servizio idrico, per cui si rende quanto mai indispensabile la riproposizione della Legge di Iniziativa Popolare, già presentata nel 2007”. – De Simone è da anni che conduce una battaglia senza confini contro l’Acea, sin da quando era consigliere comunale e votò contro la decisione presa dall’allora giunta Campanari di affidare la gestione del servizio idrico all’Ato 5. L’avvocato scrive ancora: “ Nel frattempo occorre contrastare le tariffe-truffa, elaborate da Acea, che contraddicono il risultato referendario, nonché rispondere alle minacce di distacco del Servizio Idrico, di cui Acea si serve per intimorire i cittadini. Intanto il CO.CI.D.A. (Comitato Civico per il Diritto all’Acqua), un’altra Associazione virtuosa, che è nata da anni in Val di Comino, ha raccolto migliaia di firme in tutta la provincia, chiedendo di applicare immediatamente le prerogative dell’art. 34 della Convenzione di Gestione, sottoscritta tra Autorità d’Ambito e Acea-Ato5 spa, ai fini della risoluzione del contratto per inadempienza del gestore, con la clausola risolutiva espressa ai sensi dell’art. 1456 del Codice Civile”. – Da quello che si evince dunque sono due le iniziative: quella di “Rosso di Sera” e quella del CO. Ci. D. A. , che vanno esattamente nella stessa direzione e che per chiarezza di termini si pongono entrambe dalla parte della Costituzione e della legalità, perché  esigono il rispetto del voto referendario del 2011. “ Ai sindaci, come quello di Veroli, che preferiscono l’Acea – scrive concludendo Paolo De Simone – è bene ricordare che l’art. 75 della Costituzione , che disciplina il referendum, è uno strumento di democrazia diretta, che spazza via tutte le alchimie burocratiche e la filosofia clientelare a cui essi sono legati”.

Gianni Federico

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