VEROLI – Veroli, Moraldi (Pdl) su banda larga

Veroli – Ancora una volta si alza la voce, sicuramente l’unica di opposizione (insieme a quella del rappresentante de La Destra) del consigliere comunale del Popolo della Libertà di Veroli e presidente della commissione comunale per la Sanità, dott. Mino Moraldi, il quale ha qualcosa da dire a proposito della banda larga anche a S. Francesca di Veroli. Il consigliere pidielino sostiene che anche nella rimanente parte di Santa Francesca sarà realizzata la linea per la banda larga dati dando seguito alle disposizioni della Regione Lazio e ne spiega il progetto.

«L’Assessorato all’Agricoltura dell’amministrazione regionale ha provveduto ad individuare e stilare l’elenco delle aree rurali intermedie, classificate territori di collina e di montagna, riconosciute svantaggiate sotto il profilo dei collegamenti di rete e nelle quali, ai sensi dell’Accordo di Programma siglato con il Ministero dello Sviluppo Economico sarà attuata la copertura del servizio di banda larga. Tutto questo servirà per ridurre il cosiddetto “Digital Divide”, ovvero la differenza di accesso alle tecnologie moderne per tutte e persone». Spiegano bene le pagine di Wikipedia che descrivono come “fino al 2010, una famiglia italiana su 2 non ha un collegamento e solo una su 3 possiede Internet in banda larga. Il numero di italiani del tutto privi di copertura on line è di 2,3 milioni.

Un numero che raggiunge quota 23 milioni (il 38% della popolazione), se si considerano i servizi d’accesso più tecnologici in grado di consentire fino a 100 Megabit al secondo. <In Italia il divario digitale, conclude Moraldi, è individuabile nell’esclusione di molti cittadini da collegamenti veloci ad Internet garantiti dalla tecnologia DSL, chiamato anche banda larga. La banda larga, definita alla luce della tecnologia attuale a partire da un valore soglia di 1,2 megabit/secondo, non è contemplata né dalla legislazione italiana né da quella europea come obbligo di servizio universale, ma diffonderla come sta facendo la Regione Lazio, evidenzia comunque un gran senso di civiltà e di
progresso».

Gianni Federico

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