martedì 27 marzo 2012

Veroli – I danni per l’emergenza neve ammontano ad oltre 50 milioni di euro (di Gianni Federico)

A distanza di sei settimane dalle abbondanti nevicate che hanno messo  in ginocchio l’intera ciociaria, in modo particolare le città di Veroli  Frosinone Ferentino e Anagni, i danni quantificati sono di oltre 50 milioni di  euro e sono circa una sessantina le aziende in tutto il territorio che sono  state state danneggiate maggiormente con la conseguenza che un migliaio di  dipendenti sono senza lavoro da un mese e mezzo e molti di loro hanno sulle  spalle la famiglia, un mutuo e altre spese. Trentasette imprese invece aderenti  a Federlazio hanno subìto danni per oltre 25 milioni di euro, senza contare le  piccole e medie imprese che da quel periodo faticano molto a rialzare la testa,  qualcuna è già ricorsa alla cassa integrazione, alcune di esse addirittura  rischiano il fallimento se non interverrà la Regione Lazio con gli aiuti  promessi. Nei giorni scorsi c’è stato un incontro, organizzato dalla  Federlazio, proprio con il presidente del consiglio regionale Mario Abbruzzese  per mettere in evidenza la delicata situazione in cui si trovano diverse  aziende ciociare in piena emergenza. In una situazione come questa come al  solito le banche stanno a guardare, dopo aver ricevuto dal quella europea aiuti  per milioni di euro che avrebbero poi dovuto girare alle imprese e far  ripartire l’economia. Neanche per sogno! Ecco allora il grido d’allarme del  presidente di Federlazio di Frosinone, Silvio Ferraguti, il quale chiede  l’immediato sblocco dei primi fondi  stanziati dalla Regione (3 milioni di  euro), per intervenire rapidamente sull’emergenza proprio per evitare che mille  lavoratori delle varie aziende rimangano ulteriormente al palo e che tutta la  situazione precipiti improvvisamente. Dal canto loro gli imprenditori ciociari  chiedono alcune agevolazioni al credito, va ricordato che le banche italiane  hanno avuto i soldi dall’europa al tasso dell’ 1 %, ma i tanti istituti di  credito che in questi anni sono moltiplicati, fanno orecchio da mercante,  sicuramente attendono che il laccio arrivi a stringersi ancora di più alla gola  degli imprenditori per poi elargire gli aiuti economici ad un tasso che  sicuramente toccherà il 27/28 %. Questo succederà! Le banche non hanno mai  fatto miracoli e non hanno dato mai, ci mancherebbe, una mano a nessuno, per  questo motivo il presidente Ferraguti ha rivolto un appello al presidente  Abruzzese per intervenire sulla difficile questione imprese-banche. C’ stato  già un primo incontro tra gli assessori dell’esecutivo regionale e Mario  Abruzzese ha reso edotta la presidente della regione Renata Polverini, che in  ciociaria ha preso tantissimi voti, sulla brutta situazione ciociara per  cercare di dare immediate e rassicuranti risposte alle sacrosante richieste  delle imprese del frusinate per continuare a vivere. L’obiettivo primario è  quello di sbloccare quei 3 milioni di euro per aiutare le imprese che sono più  a rischio chiusura.Imprese di Veroli, di Alatri, di Ferentino, di Anagni, di  Ceccano, tutte con 15 o più dipendenti che adesso stanno cercando di sbarcare  il lunario in attesa dell’arrivo dei fondi promessi per il danno ricevuto,  aziende che sono uno dei cavi trainanti dell’economia della terra ciociara, una  terra sempre sincera e disponibile,che oggi però ha bisogno di aiuto. Da  qualche indiscrezione trapelata nei corridoi della Pisana siamo riusciti a  sapere che qualcosa è stato deciso nel frattempo e una prima soluzione al  problema dovrebbe arrivare nei prossimi giorni. D’altra parte c’è da dire che  la Regione Lazio ha lavorato bene in questo senso sin dai primi giorni di  emergenza per le abbondanti nevicate che hanno piegato la resistenza delle  aziende, delle attività artigiane e delle piccole imprese che ora sono allo  stremo. Lo stesso Abruzzese ha detto che oggi ci sono tutte le condizioni per  rispondere alle esigenze delle imprese in difficoltà e che si attiverà in prima  persona per sbloccare altri fondi regionali. E le banche? Stannoa guardare! In  attesa di prendere per il collo come strozzini, autorizzati dal governo  centrale, gli imprenditori e le famiglie ciociare. Ma se la gente della nostra  terra decidesse di rimettere i propri risparmi sotto il mattone come si faceva  una volta?

Gianni Federico

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