mercoledì 14 marzo 2012

Veroli: cultura e tradizioni dei verolani in Canada (di Gianni Federico)

Veroli – Gli Italiani che da anni sono emigrati “in cerca di fortuna” sono
milioni sparsi in tutto il mondo. Anche da Veroli soprattutto negli anni a
cavallo tra il 1950 e il 1980 c’è stata un grande movimento migratorio,
soprattutto verso l’America del nord, Stati Uniti e Canada, in particolare
nella città di Toronto dove i verolani in questo caso sono una delle comunità
più numerose. Negli anni i cittadini dell’antica città ernica residenti nella
metropoli canadese si sono guadagnati la stima e l’amicizia delle autorità di
quella terra, molti di loro hanno anche una posizione di responsabilità verso
l’intera comunità, ma tutti si sono ben inseriti nel tessuto sociale di
Toronto, di North York, di Vaughan, di Missisaga, dell’intero Lago Ontario fino
alle Cascate del Niagara.  Nessuno di loro però ha mai dimenticato le antiche
tradizioni della città di origine, tradizioni, usi e costumi che si sono
portati dietro, sono emigrati con loro e che hanno saputo tramandare ai figli
ed ora ai nipoti nati in Canada. Negli anni 60 nacquero le prime Associazioni,
i primi Club,  una dei più importanti e con tanti iscritti è Il Veroli Cultural
Society, Club fondato dal vulcanico Severino Martelluzzi, un elettricista nato
in contrada La Vittoria che in quella terra ha lavorato, si è fatto valere e
che oggi ha lasciato un’impronta indelebile di cultura e tradizioni verolane
alle generazioni future. Quel Club oggi è presieduto dal dinamico presidente
Lorenzo Zeppieri e nel suo statuto, in varie date dell’anno, prevede molti
appuntamenti culturali e religiosi: la festa della Patrona S. Salome, quella
della Beata Maria Fortunata e numerose sagre, pic -nic e appuntamenti culturali che contemporaneamente si svolgono a Veroli. Per questo anche quest’anno la Veroli Cultural Society ha ospitato piu’ di 600 persone all’annuale “Sagra del Pesce”, posizionandosi in completa controtendenza alla media di adesioni agli eventi sociali proposti dai vari sodalizi italiani di Toronto. I verolani, insieme ai molti simpatizzanti di diverse origine etniche, presso la sala del del ristorante “Riviera Parque” di Vaughan, hanno degustato un menu’ a base di pesce, prevalentemente merluzzo, come previsto dalla tradizione del capoluogo ciociaro.

Tra una portata e l’altra, sono state tante alla fine, la New Image
Band, con a capo l’amico di Supino la cui consorte è verolana, “Denny” Daniele
Boni, ha intrattenuto i presenti con un repertorio misto ed un breve collage di
brani tratti dal musical Greese. L’esecutivo del club verolano, presieduto da
Lorenzo Zeppieri, a tarda notte, ha salutato i presenti con una riffa ricca di
premi. Solo una settimana fa invece gli originari della frazione del comune di
Veroli ” Santa Francesca Romana”, riuniti nell’omonima associazione guidata
dall’infaticabile Franco Fiorini, hanno celebrato il 20mo anniversario dei
festeggiamenti in onore della loro Santa, associata alla Sagra della Crespella.
Quest’anno, a differenza delle passate edizioni, la stupenda giornata
primaverile ha lasciato l’amaro in bocca ai presenti, che per la prima volta a
Toronto avrebbero potuto portare in processione la statua, ma una questione
tecnica ha annullato questa possibilità. Le tradizioni associate a questa
festa, ha ricordato il sacerdote che ha celebrato l’omelia, sono state
ripristinate negli anni sessanta da due sacerdoti bergamaschi: don Giuseppe
Ferrari e don Carmelo Pelaratti, che nel programma dei festeggiamenti
inserirono la parte folkloristica con carri allegorici e appunto la Sagra della
Crespella. Sono dunque vent’anni che Franco Fiorini e il suo comitato, sono
riusciti a ricreare, anche se in forma ridotta, quello che accade a Veroli,
inclusa la “ballarella” con la musica di una vecchia registrazione e quella del
maestro Claudio Santaluce che con i suoi organetti ha animato la festa. Questi
appuntamenti fissati dalle varie sssociazioni culturali verolane, che si
distribuiscono nei  periodi stabiliti dell’anno, sono un’occasione per i nostri
emigranti per rimanere attaccati alle proprie tradizioni, alcune secolari. Un
motivo in più per non interrompere quel feeling importantissimo con la loro
amata terra di ciociaria.

Gianni Federico

PUBBLIREDAZIONALE - Un lavoro costante ed equilibrato svolto per un periodo compreso tra le sei e le otto settimane è in genere ideale per poter recuperare le facoltà motorie e reimpossessarsi della propria quotidianità.