giovedì 15 ottobre 2015

Una class action contro gli autovelox in Provincia di Frosinone, ecco la proposta

Riceviamo e pubblichiamo il seguente comunicato stampa a firma del Prof. Michele Santulli.

«Un articolo poco conosciuto della Carta Costituzionale chiarisce che gli impiegati statali non sono al servizio dello Stato bensì della Nazione, cioè dei cittadini! Una norma eccezionale e perfino rivoluzionaria, ecco perché sconosciuta e soprattutto travisata.

Se tale principio fosse rispettato nello spirito e nella lettera che la Costituzione impone, un Prefetto, per esempio, consapevole della Norma, non farebbe mai installare un autovelox solo perché il sindaco Pinco Pallino glielo chiede indicando perfino il luogo dove collocarlo! La Nazione infatti cioè i cittadini, avrebbero imposto che tale provvedimento venisse eseguito nel loro interesse e non in quello del Comune: infatti il Legislatore si preoccupa della sicurezza delle strade e della incolumità del cittadino e quindi ha dettato delle norme precise per ricorrere, quando è il caso, alla installazione dei congegni elettronici di controllo della velocità da iniziativa del Prefetto: il Legislatore ha varato la Legge relativa anche sulla scorta delle esperienze dei Paesi al di là delle Alpi dove il ricorso, modestissimo! a certe tecnologie risale ad almeno settanta anni addietro, perciò lo spirito delle disposizioni e norme è chiaro e inequivocabile e ben sperimentato.

Purtroppo non è lo spirito della Legge ad essere stato applicato ma il cavillo e l’arbitrio e l’ermeneutica, pervenendo al punto, tra il tanto altro, che non è il Prefetto che secondo la Legge deve stabilire norme e luoghi dove collocarli, ma è il sindaco che richiede l’autovelox e indica perfino dove installarlo, per interesse del Comune, non del cittadino. Anzi il sindaco, ben sapendo come vanno le cose, fa installare l’autovelox prima ancora di ottenerne il decreto prefettizio! Q

uindi avviene che in certi casi si assiste a quell’altro spettacolo anche esso tipico: impianti di autovelox nuovi di zecca mai entrati in funzione avvolti malamente in plastica e esposti da anni e anni allo sguardo indignato e al ludibrio degli automobilisti; altro episodio perfino grottesco è sotto gli occhi di tutti sulla superstrada, in comune, credo, di Ferentino, dove hanno installato sulle due carreggiate due autovelox nuovi di zecca e in attesa del decreto prefettizio poiché le tabelle relative sono sbarrate con una croce rossa, quindi non ancora entrati in funzione! Perciò abusivi, illegittimi! Nella generale indifferenza delle autorità che non vedono e dell’ente proprietario della strada che è anche cieco, ma completamente! Sempre e solo a danno dei cittadini! Inoltre, chi paga le spese? Il sindaco? Di persona o i cittadini? Si spiega anche perché a Ferentino vogliono reintegrare l’ufficio del giudice di pace già abolito!

Ma la sostanza della presente nota è ben più delicata e grave: il Legislatore parla di strade e di tratti di strade e ovviamente è solo di ciò che può parlare. E che cosa è successo invece grazie ai Prefetti e ai Comuni? Gli autovelox non mettono in sicurezza strade o tratti di strade come la Legge impone e come avviene sulle nostre autostrade e al di là delle Alpi, bensì solo i cinque/dieci metri del raggio di azione dell’autovelox! Non menzioniamo il particolare che quasi sempre il Comune stabilisce anche il limite di velocità in quel punto, ovviamente fissandolo illegittimamente comunque impunemente quasi sempre a 50 Km, la velocità del cavallo.

Quindi da noi l’autovelox non solo ha un’azione di cinque/dieci metri, quanto altresì mette in sicurezza non la strada, bensì la corsia di marcia, in palese non dispregio ma sfregio vero e proprio della Legge: cioè sulla strada Casilina, che ha una carreggiata, una corsia di marcia dove è installato l’autovelox ha un limite di, per esempio, 50 Km mentre sull’altra corsia il limite è di 9O Km! L’aspetto inverosimile è ancora un altro: in data 2007 il Prefetto emette un decreto omnibus cioè autorizza d’un colpo la installazione di 24 postazioni di autovelox: una ecatombe. E quindi si capisce e si deduce perché il numero di autovelox in Italia è di gran lunga superiore a quelli in uso nei Paesi dell’Europa Occidentale messi assieme! Al contrario in Romania, Bulgaria, Albania, Croazia, ecc. l’esempio italiano ha fatto scuola! Parassitare e sfruttare anziché produrre!

Detto decreto prefettizio del 2007 è erroneo nella formulazione e illegittimo rispetto alla Legge alla quale si riferisce, in quanto, semplificando, il Prefetto passa al Comune l’obbligo della individuazione dei tratti di strada da mettere sotto sorveglianza e, inoltre, dette installazioni avvengono in luoghi completamente difformi dai criteri fissati dalla Legge relativa! Quanto spaventa ed atterrisce è il fatto che tale situazione si è potuta realizzare e rimanere in essere senza che nessuno degli organi preposti alla verifica e controllo sia intervenuto.

Solo nel 2013, dopo che certi comuni si sono rimpinguati con milioni di euro all’anno a spese degli automobilisti e a danno della economia nazionale e del consumo, il Prefetto dell’epoca si avvede che qualcosa non funziona e con un nuovo decreto, ha impiegato sei anni, ‘revoca’ 18 dei 24 autovelox autorizzati sei anni prima! Ma non motiva, non spiega, non informa: un atto di imperio dunque! Un ukase! Un provvedimento da tribunale speciale! Non ha il coraggio cioè di ammettere che quegli autovelox ‘revocati’ erano illegittimi nel 2013 ma soprattutto lo erano quando furono autorizzati dal prefetto dell’epoca nel 2007! Nulla e niente.

Una class action è lecita e possibile sia per farsi restituire i soldi dai rispettivi comuni e sia per agire contro la Prefettura. Infine non si comprende, dal punto di vista del rispetto della Legge, perché il Prefetto non ha ancora abolito tutti gli autovelox della provincia, tutti illegittimi rispetto alla Legge. E non solo in provincia di Frosinone!»

Michele Santulli

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