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martedì 13 dicembre 2016 redazione@ciociaria24.net

Ultim’ora: risoluzione contratto con Acea Ato5, vince il Sì votato da 33 Sindaci. 16 i contrari

L’Assemblea dei Sindaci ha approvato a maggioranza con 33 voti a favore e 16 contrari (pari alla rappresentanza di 288.260 cittadini contro 109.598) la risoluzione del contratto di gestione idrica con Acea Ato5.

“Recepisco la volontà sovrana della Conferenza dei Sindaci” sostiene il Presidente Pompeo. “Mi auguro che la decisione presa sia quella giusta e spero che non si riapra una interminabile stagione di contenziosi. Inizia oggi una fase nuova con dei connotati difficilmente identificabili al momento”.

Per Ottaviani, invece, si tratta di una “decisione storica per il territorio”. “Dopo anni di soprusi e di mancato rispetto della convenzione – ha dichiarato il sindaco di Frosinone, a margine della decisione con cui è stato risolto il contratto con Acea – adesso è stata ripristinata la situazione di legalità tra il gestore e l’utenza della nostra provincia. Fino al 2013, i sindaci avevano omesso di approvare il piano tariffario e quello degli investimenti che il gestore avrebbe dovuto portare avanti, per adeguare la rete idrica ed il sistema fognante, evitando la dispersione di quasi due terzi delle risorse presenti nelle tubature. Dal 2014 in poi, però, è stato proprio il gestore a non adempiere, ritualmente e tempestivamente, i propri obblighi contrattuali, evitando di versare nelle casse della collettività oltre 21 milioni di euro e compilando bilanci senza le doverose specificazioni sui costi effettivamente sostenuti. Senza contare che, nel capoluogo, sono ancora migliaia le abitazioni che non possono disporre dell’allaccio al collettore pubblico fognante, con evidenti ripercussioni sotto il punto di vista ambientale, a causa dei mancati investimenti del gestore sul depuratore di via Pratillo. Contemporaneamente, Acea ha proceduto ai distacchi delle utenze ritenute morose, senza ascoltare ragioni e invocando il rispetto di un contratto che, se esiste, deve essere applicato in modo reciproco e non a proprio uso e consumo. Adesso la parola torna ai sindaci, alle amministrazioni e, soprattutto, al territorio che è in grado di ripristinare l’equilibrio e la razionalità nella gestione delle risorse idriche. Oggi non hanno vinto o perso le segreterie di partito, ha vinto soltanto la coerenza di quei sindaci, 33 su 86, che hanno avuto il coraggio di difendere i diritti della nostra gente”.

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