14 dicembre 2012 redazione@ciociaria24.net

TUTELA DEL MINORE – Dott.ssa Eleonora Turriziani: “Il Rifiuto… A tutti quelli che non riconoscono una parte di sé!”

Cosa vuol dire rifiutare un figlio? Non accettarlo e quindi non riconoscere se stessi.

Al di là della possibilità di agire in Tribunale per la dichiarazione giudiziale (di paternità o maternità) la ferita emotiva che viene causata dal rifiuto resterà aperta, se l’accettazione non parte dal cuore.Non riconoscere un figlio vuol dire non riconoscere le proprie responsabilità. Non ammettere di aver dato vita a qualcosa di unico ed irripetibile, non realizzare che un essere indifeso avrà bisogno di cura e attenzione. Canta Bob Marley “la pietra che il costruttore rifiuta sarà sempre la testa d’angolo”, ovvero la pietra più importante che sorregge l’intera costruzione, che unisce e rende stabili due muri al loro punto di incontro. Rifiutare un figlio infatti è un po’ come rifiutare se stessi, partendo dalle proprie fondamenta. Ciò che rifiutiamo è solitamente ciò che non ci piace di noi stessi, e quindi non accettiamo, pur facendo parte di noi. Allo stesso tempo è ciò che potrebbe esserci più utile e che dovremmo scoprire. Rifiutare una parte di noi stessi può essere, oltre che un grande errore, causa di grande sofferenza.

Counselor Dott.ssa Eleonora Turrizianiwww.tutelaminore.it

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