TRIBUNALE CASSINO – La Destra si oppone alla chiusura

“In un già drammatico orizzonte, che vede il Cassinate oggetto di una crisi economica senza precedenti, in cui si paventa anche la possibile chiusura dello stabilimento Fiat di Piedimonte San Germano, in cui il sistema sanitario è al collasso, arriva la pesantissima decisione del governo di chiudere il Tribunale di Cassino, una decisione i cui effetti sono simili alle bombe sganciate su Montecassino durante la Seconda Guerra mondiale.

A questa scellerata presa di posizione di Monti e del suo esecutivo affossaItalia, La Destra della Provincia di Frosinone dice no, e lo dice rivendicando con orgoglio che: il Tribunale di Cassino ha una storia gloriosa, che risale al periodo dell’Unità d’Italia; è situato in un territorio di frontiera, ai margini dell’alto casertano, con tutte le conseguenze in termini di infiltrazioni camorristiche che derivano da questa posizione geografica; ha sempre rappresentato un baluardo e un presidio a difesa della legalità, è testimone della presenza dello Stato ed ha sfornato fior di giuristi e professionisti.

Ora lo si vuole cancellare, da Roma, dall’alto, senza nemmeno sapere cosa si sta facendo, nel pieno spirito di questo governo che non tiene conto dei cittadini e delle persone, ma pianifica, con spirito ragionieristico, l’affossamento dell’Italia. Noi non possiamo, né vogliamo, accettare questa decisione, che depriva ancor di più le già asfittiche prospettive di questa zona, senza contare che ingolferà ancora di più il sistema giudiziario locale, riversando in Frosinone una mole di lavoro supplementare, creando disagi ai cittadini che, oltre a dover percorrere più chilometri, vedranno ritardata ancora di più la loro legittima aspirazione di giustizia; stesso discorso per gli avvocati.

Senza contare, e questo va rimarcato perché è la litania che ripetono da Palazzo Chigi, non si sarà risparmiato un bel nulla. Il calcolo è presto fatto: i dipendenti del Tribunale saranno trasferiti a Frosinone, con aggravio dei costi e a Frosinone dovrà essere preso in affitto una ulteriore sede per ospitarli, quando a Cassino la sede c’è già. Dunque, le spese aumenteranno addirittura. La scusa dei tagli non regge per il Tribunale, così come per la maggior parte delle scelte assurde di questo esecutivo che va mandato assolutamente a casa.

Per impedire la morte del Cassinate e difendere il nostro Palazzo di Giustizia occorre che le istituzioni locali si facciano sentire, che i partiti si mobilitino, che le forze sociali e i cittadini scendano in piazza, anche con azioni eclatanti: non possono rubarci il futuro. Cassino e il cassinate diano l’esempio per la riscossa di in intero territorio e di un’intera nazione, contro un governo che sta prosciugando l’Italia e gli Italiani”.

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