martedì 17 Settembre 2013

Tares: il nuovo regolamento approvato dal Consiglio Comunale di Frosinone

Il Consiglio Comunale di Frosinone, nella seduta di lunedì 16 settembre 2013, su proposta dell’assessore alle Finanze e al Bilancio Riccardo Mastrangeli, ha approvato il nuovo regolamento per l’applicazione della tassa sui rifiuti e sui servizi (Tares) con relativo nuovo piano tariffario.

La Tares rientra negli interventi previsti nel cosiddetto Decreto Salva Italia (D. Lgs. 201 del 6 Dicembre 2011) e va a sostituire la Tassa per lo smaltimento Rifiuti Solidi Urbani (TARSU). Dopo la conversione del Salva Italia nella Legge n° 214 del 22 Dicembre 2011, la Tares è entrata in vigore lo scorso 1° Gennaio 2013, il Comune di Frosinone ha previsto il versamento della Tares 2013 in quattro soluzioni, ed in particolare la prima entro il 30 maggio 2013, la seconda entro il 30 luglio 2013 ,la terza entro il 30 settembre 2013 e l’ultima a conguaglio entro il 16 Dicembre 2013. La finalità della TARES è la copertura dei costi relativi al servizio dei rifiuti urbani e assimilati avviati allo smaltimento e dei costi relativi ai servizi indivisibili dei Comuni, come ad esempio la manutenzione stradale, l’illuminazione e le attività della polizia municipale e dell’anagrafe. L’obiettivo, secondo le linee guida ministeriali, di questa imposta è di coprire al 100% i costi sostenuti da ogni Comune per il servizio di raccolta e smaltimento di rifiuti, mentre con le precedenti imposte la media nazionale era del 79% (con picchi del 91%).

Il presupposto per l’applicazione del tributo è il possesso, l’occupazione o la detenzione, a qualsiasi titolo e anche di fatto, di locali o di aree scoperte a qualunque uso adibiti, suscettibili di produrre rifiuti urbani e assimilati. Non sono soggetti al tributo i locali e le aree che non possono produrre rifiuti o che non comportano, secondo la comune esperienza, la produzione di rifiuti in misura apprezzabile per la loro natura o per il particolare uso cui sono stabilmente destinati. Le linee guida ministeriali escludono, inoltre, tutte le unità immobiliari adibite a civile abitazione non arredate e non allacciate in alcun modo alle reti idriche ed elettriche e quei fabbricati che al momento non siano utilizzabili né abitabili perché inagibili. In ordine all’articolazione tariffaria, fatta eccezione per la quota fissa stabilita dalla normativa vigente intoccabile da parte dei Comuni, l’amministrazione Ottaviani ha deciso di applicare i coefficienti minimi, calmierando, in maniera particolare sulle utenze domestiche, l’impatto della nuova tassazione. Previsto anche un importante regime di agevolazioni. La tariffa, infatti, si applica in maniera ridotta, nella quota fissa e nella quota variabile, alle utenze domestiche che si trovano nelle seguenti condizioni:

  • abitazioni tenute a disposizione per uso stagionale od altro uso limitato e discontinuo, non superiore a 183 giorni nell’anno solare: riduzione del 30%;
  • abitazioni occupate da soggetti che risiedano o abbiano la dimora, per più di sei mesi all’anno, all’estero: riduzione del 30%;
  • alle utenze domestiche che abbiano avviato il compostaggio dei propri scarti organici ai fini dell’utilizzo in sito del materiale prodotto una riduzione del 10% della parte variabile.

Per le utenze non domestiche non stabilmente attive la tariffa si applica in misura ridotta, nella parte fissa e nella parte variabile, del 30% ai locali, diversi dalle abitazioni, ed aree scoperte adibiti ad uso stagionale o ad uso continuativo, ma ricorrente.

“Nonostante le ben note difficoltà di cassa e nonostante i margini di manovra fortemente ridotti imposti dal regime della Tares varato a livello nazionale – ha detto l’assessore Riccardo Mastrangeli – l’amministrazione Ottaviani non si è comportata come lo sceriffo di Nottingham e ha trovato la strada giusta per far pesare il meno possibile la nuova tassa sulle spalle dei contribuenti frusinati. Ancora una volta i Comuni si trovano a fare la parte degli esattori per conto del Governo centrale, se è vero come è vero, che la Tares non permetterà certo di risolvere i problemi di bilancio dei Comuni, poiché il gettito sarà destinato interamente a coprire i costi relativi al servizio dei rifiuti urbani e assimilati avviati allo smaltimento, mentre la quota destinata alla copertura dei costi relativi ai servizi indivisibili sarà interamente versata allo Stato. Per questo, per quanto attiene alla nostra quota parte discrezionale, abbiamo voluto tendere una mano ai cittadini”.

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