Sondaggi, Ricerca Tecné: “Grillo terzo ‘partito’ italiano. Crollo Pdl-Lega”

Nel secondo semestre del 2012, Pd primo partito ma in calo. Stabili Idv, Sel e Udc. Carlo Buttaroni (Presidente Tecnè): “Finiamola con la favola delle scelte tecniche neutrali. La politica torni protagonista”. “Il Movimento a 5 Stelle di Beppe Grillo si conferma il terzo partito italiano raccogliendo a giugno del 2012 l’11.5% delle preferenze. Un risultato in netta crescita, sia rispetto ai mesi di aprile e maggio, che al primo trimestre del 2012. A rivelarlo è la ricerca “Stime del consenso elettorale e dei flussi di voto” dell’Istituto di ricerca Tecné, che ha preso a campione il secondo semestre del 2012 (aprile, maggio e giugno), confrontandolo con il primo e con i risultati delle politiche del 2008. Se da un lato viene confermata la crescita dei grillini -prosegue la nota- dall’altro continua il calo dei consensi nel centro destra, con il Pdl che a giugno raccoglie appena il 17,5% (ad aprile era al 23,0%, a maggio al 18,5) e la Lega che si attesta al 3%. Ma se Atene piange, Sparta non ride. Il Pd si conferma il primo partito nazionale con il 24,5% delle preferenze, ma è in calo di un punto e mezzo percentuale rispetto ad aprile. Stabili invece l’Idv (8%), Sel (7%), e Udc (8%). “Analizzando le dinamiche del consenso – sottolinea Buttaroni – nel secondo semestre del 2012 l’area del non voto si attesta ad una media del 49%: in calo rispetto a maggio, ma in crescita rispetto alle percentuali del mese di aprile”. “Il punto non è Grillo e il “grillismo”, che esprime in maniera trasversale più politica di quanto possa apparire a prima vista – prosegue – Il problema è come ridare forza e ruolo alla politica, restituendogli il primato delle scelte e del loro significato, dopo anni di degenerazione e delegittimazione che hanno progressivamente eroso la fiducia nei partiti e nelle istituzioni, minando le basi stesse della democrazia. Non ci sarebbe da stupirsi se, oggi, il voto dovesse trasformarsi in un terremoto politico e in un groviglio inestricabile. I presupposti ci sono nel momento in cui la metà degli elettori non è in grado (o non ha voglia) di scegliere un partito e un governo. Come se il cambiamento fosse impossibile. O, peggio, inutile”. “Occorre far tornare la politica alla responsabilità delle scelte a favore dei cittadini – conclude Buttaroni – visti non più come strumento per raggiungere le istituzioni, ma come fine ultimo di azioni ispirate al bene comune”.

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