SONDAGGI, RICERCA TECNÉ: 1 ITALIANO SU 2 HA FIDUCIA NELL’EURO

‘’L’intesa sulle misure anti-spread e la golden rule hanno segnato una svolta negli equilibri politici- commenta Carlo Buttaroni, Presidente di Tecnè- al successo del nuovo corso europeo ha contribuito, in maniera decisiva, anche l’Italia’’.

La Francia imprime un cambio di rotta nelle politiche europee, il vertice di Bruxelles segna il declino dell’era del rigore. Lo spiega la ricerca realizzata dall’istituto di ricerca Tecnè, ‘’Giudizio sul Governo e l’euro’’. ‘’Con la crisi- spiega Carlo Buttaroni, sociologo e Presidente di Tecnè- si è trascurata la democrazia e si sono voltate le spalle allo stesso progetto europeo. L’accordo della scorsa settimana ha segnato una svolta, un nuovo corso, dove la politica sembra essere tornata protagonista delle scelte e intenzionata a determinare gli indirizzi di politica economica. Una buona partenza che adesso, però, occorre riempire di contenuti e coerenza con quanto sinora annunciato. E’ questo che serve anche all’Italia’’.

Cala la fiducia nel Governo Monti, rispetto ai primi mesi del suo insediamento a Palazzo Chigi, ma la maggioranza relativa degli italiani continua a esprimere un giudizio positivo sull’operato del Professore. A novembre il 61% degli italiani riteneva l’esecutivo tecnico adeguato ad affrontare la difficile fase politica ed economica, oggi la percentuale è scesa al 49%. Cresce però il fronte di chi tiene in standby il giudizio, non si esprimeva l’11% degli intervistati a novembre mentre oggi non si schiera il 16%. Rimane solida la fiducia nel ritenere la moneta unica uno strumento positivo per l’unione europea, lo affermano il 52% degli italiani, mentre il 36% è contrario all’euro, gli indecisi sono il 12%.

‘’A rendere più acuta la crisi – conclude Buttaroni- è stata l’assenza di una politica europea che favorisse la crescita e l’occupazione, il dialogo sociale e la lotta contro le disparità, riducendo l’Europa a uno spazio di vigilanza e sanzioni. Ci avevano spiegato che la politica doveva guardare i mercati, solo così avremmo scongiurato il collasso dell’Unione. La vera grande svolta che è arrivata da Bruxelles è che sono i mercati a guardare la politica”.

Menu