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giovedì 5 gennaio 2017 redazione@ciociaria24.net

Sanità in Ciociaria: per Frusone (M5S) «Altro che case della salute, questo è il gioco delle tre carte!»

Riceviamo e pubblichiamo il seguente comunicato stampa contenente alcune dichiarazioni del deputato 5 stelle Luca Frusone.

“La situazione sanitaria è disastrosa, con i conti in rosso e servizi sempre più scarsi, ma nonostante questo continuano a prenderci in giro con le finte inaugurazioni delle Case della Salute. Ci hanno chiuso gli ospedali e ci inaugurano strutture vuote che purtroppo non riescono a fornire quei servizi che invece hanno promesso. Una situazione drammatica presente non solo nella provincia di Frosinone ma su tutto il territorio laziale.” – a dichiararlo è il deputato 5 Stelle Frusone che continua – “E’ importante investire sulla sanità territoriale, ma di certo non è quello che sta facendo il PD che con la Casa della Salute di Ceprano-Ceccano, già contestata come semplice manovra politica che non risponde alle esigenze del territorio, usa il metodo delle tre carte per far credere che qualcosa si muova”.

Il Deputato prosegue poi ricordando la storia del PAT di Anagni “Questa estate si istituiva il PAT ad Anagni cioè un ambulatorio territoriale, una goccia nel deserto sanitario che è stato fatto nel territorio anagnino negli anni passati e ora, visto che l’importante è tagliare nastri davanti alle Case della Salute, lo si sposta dentro la casa della salute di Ceprano-Ceccano. Questo modo di fare fa capire l’assenza di programmazione se non quando si devono spendere soldi per ristrutturazioni o progetti fallimentari come gli Ambufest. Questa trovata di spostare medici e infermieri da una parte all’altra ogni qualvolta che si inaugura una struttura ricorda molto la storiella dei carrarmati di Mussolini, una vera e propria presa in giro.

Non mi stupirei se queste risorse verranno più avanti spostate a Ferentino quando assisteremo all’ennesima inaugurazione priva di senso, e se qualcuno prova a sottolineare che il PAT ad Anagni era già previsto fino al 31 dicembre allora la presa in giro è doppia perché gli abitanti di Anagni chiesero già a suo tempo di spendere quelle risorse per assumere altri medici e infermieri, quindi fatti fessi 2 volte”. – e conclude – “Questi movimenti sono sintomatici di una programmazione assente che risponde più a logiche politiche che alle reali esigenze del territorio. E al di là delle tante parole che vengono spese da Zingaretti e dai vertici della ASL, per dire che in provincia va tutto al meglio, non si possono non vedere gli innumerevoli cortocircuiti amministrativi che portano ad altrettanti ricorsi in sede giuridica. Una situazione di deriva che è per ora arginata, solo dalla buona volontà di quegli operatori che continuano a fare i salti mortali per dare un minimo di dignità e credibilità al sistema sanitario. ”

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