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venerdì 14 ottobre 2016 redazione@ciociaria24.net

Sanità Frosinone e Latina: resoconto del direttivo CGIL riunitosi ieri

«Vogliamo una SANITA’ PUBBLICA DI QUALITA’, impediremo lo sgretolamento a vantaggio della sanità privata, che deve svolgere un ruolo di aggiuntivo/ integrativo e che l’eventuale concorrenza sia sulla qualità delle prestazioni e non sui costi».

Riceviamo e pubblichiamo il seguente comunicato stampa a firma di GUIDO TOMASSI, SPI CGIL FR/LT.

«Il giorno 13 Ottobre 2016, presso la sede della CGIL Fr Lt, si è riunito il Comitato Direttivo del SPI-CGIL Fr Lt.
Il Direttivo fa propria la relazione del Segr Gen Spi Latina Fr Lt, Guido Tomassi, unitamente ai contributi del dottor Franco Brugnola, agli interventi di Moretti Beatrice e Anselmo Briganti della Cdl Cgil Fr Lt e dei tanti, intervenuti, rappresentanti del territorio e le conclusioni del Segretario generale SPI-CGIL Roma e Lazio Ernesto Rocchi.
Il Direttivo Spi Fr Lt , dopo un ampio dibattito e un approfondito esame dello stato della sanità nelle province di Frosinone e Latina, ESPRIME preoccupazione per le strutturali  criticità Socio Sanitarie presenti nei  due territori, in particolare nei Distretti, e nei presidi Ospedalieri – anche alla luce di recenti episodi di malasanità, apparsi sui principali quotidiani locali – denuncia lo stato di degrado del SSR ed i gravi ritardi sullo stato di attuazione dell’Intesa Stato, Regioni e Province autonome del 14 aprile 2016 con particolare riguardo a:

  • PREVENZIONE: L’attività di prevenzione nel sud Lazio secondo una analisi svolta recentemente, ha molte criticità, specialmente per quanto riguarda gli anziani (scarse vaccinazioni, basso numero di soggetti sottoposti a screening, pochi posti per l’assistenza, ecc.).
  • ASSISTENZA TERRITORIALE: In merito all’assistenza primaria, entrambe le ASL provinciali soffrono a causa della estensione territoriale, nonché a causa delle distanze che ci sono tra un presidio e l’altro, dato che costringe troppo spesso la popolazione anziana (che rappresenta un percentuale molto elevata nella provincia di Frosinone) a lunghi percorsi.

Mancano le strutture di prossimità e vi è un ritardo inaccettabile sull’attivazione e funzionalità delle Case della salute, molte delle quali pur previste sono ancora soltanto sulla carta,( Gaeta, Minturno, Aprilia, Ceprano, Ceccano, Ferentino). Questa situazione ha inevitabilmente gravi ripercussioni sulla efficacia della medicina cosiddetta attiva o di iniziativa, che tali Strutture hanno il compito di perseguire per quanto riguarda i pazienti cosiddetti cronici.
Per quanto riguarda l’assistenza specialistica manca un governo per il suo sviluppo: troppo alta – se non addirittura quasi esclusiva – è la percentuale di prestazioni affidate al privato, soprattutto per quanto concerne la riabilitazione. Non vengono rispettati i Tempi Massimi delle Liste di Attesa, che in molti casi anche nelle ASL di Frosinone e Latina, superano addirittura l’anno. Si tratta di un problema presente in tutti Distretti Sanitari, e Ospedalieri, considerato che buona parte della cittadinanza si vede costretta, per le criticità presenti,  a rivolgersi ad altre strutture, anche private, alimentando ulteriormente la mobilità passiva. In tanti casi assistiamo a molti Anziani, e cittadini che addirittura rinunciano a curarsi, perché non in grado di sostenere i costi delle prestazioni private, ma anche pubbliche, a pagamento.

A questo proposito, nonostante il DCA 10 giugno 2016 n. U00211 con la previsione dei Raggruppamenti di Attesa omogenei (RAO), bisogna constatare che ancora non si hanno risultati concreti in termini di abbattimento dei tempi.

Insufficiente, come più volte ribadito, è il governo della cronicità. I percorsi Diagnostici Terapeutici Assistenziali (PDTA), che potrebbero arrecare dei benefici ai pazienti cronici, ma che ancora stentano a trovare completa attuazione in tutti i Distretti.

Scarso è lo sviluppo dei processi di umanizzazione all’interno dei percorsi assistenziali e così pure quello delle cure palliative e della terapia del dolore.

Inadeguata l’assistenza domiciliare (secondo un rapporto del CREA di Tor Vergata) è inferiore allo standard minimo nazionale dell’1,8 per mille e ogni paziente riceverebbe solo 22 ore di assistenza all’anno.

ASSISTENZA OSPEDALIERA: Per quanto riguarda l’assistenza ospedaliera – nonostante quanto previsto dal Decreto Interministeriale n. 70/2015 – i posti letto delle ASL Frosinone e Latina sono ampiamente al di sotto dello standard previsto del 3,7 per mille (Frosinone = a 849 anziché 1841; Latina = 1281 anziché 2107), il che si traduce in intasamenti nei servizi di Pronto Soccorso con pazienti in barella e gravi ritardi nell’assistenza. Il problema non è stato superato nemmeno con l’organizzazione dei reparti per “intensità di cura” in alcuni importanti ospedali provinciali.

  • RIABILITAZIONE: si assiste ad una assoluta inadeguatezza di strutture di ricovero pubbliche (P.L. Frosinone = 110% al privato, Latina 93% al privato); mentre per quanto riguarda le prestazioni specialistiche la situazione è la seguente: Frosinone = Pubblico 51,51%; Latina = Pubblico 27,34%.
  • LIVELLI ESSENZIALI DI ASSISTENZA: i livelli assicurati sono fonte di pesanti disuguaglianze tra i cittadini delle due province rispetto a quelli di Roma capitale, raggiungendo picchi molto gravi di carenza isole pontine, nelle aree montane, ecc.
  • PARTECIPAZIONE: nonostante quanto previsto dalle normative nazionali e regionali di riferimento, non viene assicurato adeguato coinvolgimento del Sindacato alla valutazione della qualità dei servizi e delle prestazioni e per la programmazione dei servizi.

PQM

è indispensabile sollecitare l’APERTURA di un tavolo di confronto,  congiuntamente alla struttura Confederale, con una proposta condivisa con le categorie interessate, in merito alle problematiche Socio Sanitarie che da tempo sono aperte nelle due Province, nel rispetto di quanto  previsto dagli atti aziendali delle Asl 2014/2016 approvati dalla Regione Lazio. In maniera di rispondere con chiarezza ai temi che sono stati posti anche nel Cd dello Spi Roma lazio del 5 Ottobre scorso.

Il CD dello Spi Fr Lt, INVITA la Confederazione, come scaturito, tra l’altro, nel dipartimento Socio Sanitario recentemente convocato, composto da Cgil Spi e Fp, ad attivarsi affinché le problematiche che da tempo attanagliano l’utenza diventino patrimonio unitario , quindi coinvolgendo Cisl e Uil, al fine di consentire di aggredire efficacemente le criticità  presenti nella Sanità provinciale, aprendo una fase vertenziale su proposte unitarie contenute in una specifica piattaforma, che metta al centro l’esigenza di garantire i livelli essenziali di assistenza sanitaria dei Cittadini in particolare della Popolazione Anziana.

Le problematiche e le criticità analizzate richiedono una forte presenza della nostra Organizzazione Sindacale,  capace di incidere positivamente sulle scelte regionali e aziendali.

Obiettivi prioritari sono:

  • il miglioramento delle capacità dei sistemi sanitari Provinciali, di dare risposte ai bisogni vecchi e nuovi dei cittadini/utenti. L’importanza di una nuova sanità provinciale di qualità necessaria non solo per la cura e tutela della salute, ma anche dal punto di vista dell’economia provinciale in grado di rispondere alle esigenze dei Cittadini tutti con particolare attenzione alla Popolazione Anziana.
  • la definizione di un percorso certo, che ci consenta di ottenere risultati concreti finalizzato ai reali bisogni dei cittadini ( per es.: Abbattimento liste di attesa e pronto soccorso intasati )

Diversamente lo Spi di Fr e Lt assumerà le dovute iniziative di mobilitazione nei confronti delle Asl e della regione Lazio.

Vogliamo una SANITA’ PUBBLICA DI QUALITA’, impediremo lo sgretolamento a vantaggio della sanità privata, che deve svolgere un ruolo di aggiuntivo/ integrativo e che l’eventuale concorrenza sia sulla qualità delle prestazioni e non sui costi.

Basta con i tagli.!!.. la sanità, negli ultimi anni, è stato il settore più penalizzato. I tagli alla Sanità hanno contribuito al 40% del risanamento degli ultimi 3 anni; ma si è risparmiato solo a danno dei cittadini, chiamati a pagare maggiore IRPEF regionale e TIKET assurdi, troppi sono ancora gli sprechi».

Latina 13 Ottobre 2016

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