7 novembre 2012 redazione@ciociaria24.net

Riordino Province, Cippitelli: una delle conseguenze più gravi? Snaturare la funzione della politica scelta dal popolo

L’elenco degli effetti negativi del riordino delle Province italiane è lungo ma uno dei maggiori affronti è quello diretto al cuore della politica vera, che cerchiamo senza poche difficoltà di “riabilitare” dai continui affossamenti e da un dilagante  senso di sfiducia da parte della gente >. E’ quanto afferma il Presidente del Consiglio Provinciale, Sergio Cippitelli, inserendosi a pieno titolo nella massiccia sollevazione politico-amministrativa riguardo al decreto sul taglio delle Province e, ovviamente, all’accorpamento tra Latina e Frosinone. Sulla scia delle vibrate proteste, espresse a più riprese dal custode di Palazzo Iacobucci, Antonello Iannarilli, il presidente dell’assise provinciale si concentra soprattutto, ma non solo, sul riverbero che la manovra avrà certamente nell’ambito del rapporto tra elettore ed eletto.

<Se c’è ora un vero punto d’incontro tra i diversi schieramenti e le macro-coalizioni politiche è quello del recupero di un rapporto fiduciario tra i cittadini e i loro referenti istituzionali, sempre più contaminato da inchieste giudiziarie e scandali che lo hanno fortemente logorato: il dato sull’astensionismo alle ultime elezioni regionali in Sicilia è perfettamente in linea con questa tesi. Quello che, dunque, in questi mesi abbiamo cercato di ricostruire a fatica, e spendendo al massimo la nostra credibilità di uomini prima che politici, è proprio quel rapporto, diretto e senza schermi, tra chi è stato scelto per governare e guidare la squadra degli amministratori e coloro che, nelle urne, hanno indicato chi volevano che assumesse ruolo e oneri della gestione amministrativa. Ecco – sottolinea Cippitelli – una delle conseguenze, a mio avviso, più deleterie in questo momento storico, economico e politico di profonda recessione: lo stravolgimento e la cancellazione delle Province avrà effetti devastanti sull’azione di risanamento della politica che parte dal basso, sul senso della partecipazione dei cittadini che, in questo modo, si sentiranno ancora più distanti, “estranei” da un mondo che già fortemente criticano, se non addirittura avversano. Il Governo Monti, anziché fornirci strumenti e possibilità di incidere in maniera più positiva sulle difficili realtà che gravitano attorno al capoluogo, ci costringe a prendere parte a un progetto di “fusione a freddo” che certamente non aiuta il programma di riabilitazione della classe politica. Per non parlare, perché lo stanno facendo ampiamente tutti i miei colleghi del Consiglio e della Giunta provinciale, delle innumerevoli criticità conseguenti al decentramento di uffici, strutture e sportelli, che non renderanno vita facile al cittadino-utente. E tutto ciò a fronte di cosa? – si chiede Cippitelli – Non certo a nuova occupazione, non certo a sensibili risparmi economici, non certo a una gestione più fluida e trasparente della Pubblica Amministrazione. Se proprio è quella di “sforbiciare” l’attività prediletta ora dal Governo, lo si faccia in altri enti intermedi, di cui spesso si conosce soltanto il nome ma non si sa davvero quali siano funzioni, obiettivi e, soprattutto, veri interessi. E l’Ente Provincia non rientra affatto in questo novero>.

 

 

 

 

Il Presidente del Consiglio provinciale

Sergio Cippitelli

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