Retuvasa interviene sul progetto rifiuti della Regione nella Valle del Sacco (di Paolo Carnevale)

Retuvasa torna a dire la sua sul progetto di creare nel territorio della Valle del Sacco una zona destinata alla concentrazione dei rifiuti provenienti dal territorio della regione Lazio. “425.000 tonnellate di rifiuti, questa è la quantità complessiva che, da quanto si evince nel Memorandum del Ministero dell’Ambiente, dovrà essere trattata nei previsti nuovi impianti di Trattamento Meccanico Biologico (TMB). I conti tornano! 125.000 sono le tonnellate che si vorrebbero trattare a Colle Fagiolara (Colleferro); 300.000 quelle indicate da AMA-ACEA per l’impianto simile di Castellaccio (Paliano). In sintesi se si attueranno questi progetti nel raggio di circa 7,5 Km del nostro territorio vedremmo concentrati: una discarica di rifiuti, due impianti di TMB, due linee di incenerimento rifiuti, una linea di incenerimento pneumatici, una linea di incenerimento biomasse, due discariche di rifiuti tossici, una linea di produzione cemento. Perché a dispetto dei dati epidemiologici e del dissesto in atto nel territorio si preferiscono queste scelte? Tutto ruota intorno alla discarica di Colle Fagiolara che si vuole continuare a portare avanti con l’aumento autorizzato di un milione e mezzo di metri cubi in più oltre a quelli già esistenti. Sarà di fatto interrato in discarica un rifiuto tal quale macinato , a meno di circa un 25% trasformato in CDR di alimentazione agli inceneritori, nella speranza così facendo di non incorrere in sanzioni europee con i soliti giochi di prestigio. Nessuno ha voluto verificare l’ idoneità di questo sito con i contraddittori iter autorizzativi del passato. Nessuno ha preso in considerazione i verbali dei NOE redatti al momento del sequestro riguardante i vicini inceneritori. Nessuno ne ha controllato il rispetto delle prescrizioni per la messa in sicurezza. Nessuno ha valutato che questi impianti sono oramai arrivati al loro fine vita.  La cosa che inquieta é il fatto che é stata lasciata nel cassetto anche la relazione della commissione bicamerale di indagine sugli inceneritori di Colleferro che descrive il nostro territorio come penetrato da organizzazioni malavitose. Ulteriore riprova sono le motivazioni della sentenza del TAR Lazio riguardante l’impianto di incenerimento Car Fluff di Anagni, dalle quali si evince che il principio di precauzione assume nel nostro territorio maggiore consistenza data l’elevata compromissione di carattere ambientale. Nella stessa direzione si era espressa l’area di Valutazione di Impatto Ambientale della Regione Lazio in fase di autorizzazione, che è stato negata. E’ lecito domandarsi il perché sul tavolo delle scelte non vengano prese in considerazione le documentazioni tecniche che attestano l’inequivocabile drammatico stato di fatto. Per la seconda volta il portavoce Rosamaria Chimisso del Coordinamento della Valle del Sacco, oltre a descrivere il nostro malessere, ha espresso al Segretario Generale del Ministero dell’Ambiente, la necessità di poter accompagnare un loro rappresentante autorevole a visionare attentamente i siti dove si vogliono localizzare gli impianti, e condurre finalmente un serio dibattito pubblico. In questo modo le popolazioni del territorio avrebbero, una volta per tutte, la possibilità di venire a conoscenza di quanto riserva il futuro, al fine di decidere serenamente se vale la pena di restare o andarsene dai luoghi in cui attualmente vivono. Il segretario ha affermato che inoltrerà le richieste al Ministro Clini; ci attendiamo che la politica del dire venga sostituita da quella del fare. In attesa di risposte concrete e per dare un segnale forte di unità di intenti, i promotori del neo costituito Coordinamento della Valle del Sacco oltre a preparare il ricorso al TAR sul piano rifiuti opportunamente nascosto in un supplemento del Bollettino Ufficiale della Regione Lazio del 14 marzo 2012, oltre a raccogliere firme per una petizione popolare di sensibilizzazione, oltre a presentare una mozione unica sulla questione rifiuti nei consigli comunali, invitano i loro concittadini a partecipare alla manifestazione che si terrà ad Albano sabato 14 aprile alle ore 15,30. L’intento è di proseguire con iniziative di mobilitazione locale che vedano i cittadini protagonisti di scelte che purtroppo negli ultimi decenni sono state fatte da pochi, quelli che con ostinazione vogliono decidere per tutti, rivendicando con arroganza per l’ennesima volta una delega in bianco”.

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