20 febbraio 2013 redazione@ciociaria24.net

Preoccupazione da parte dei Sindacati per il futuro dei dipendenti della SAF

Grande preoccupazione: questa è la sintesi della discussione che si è sviluppata ieri nella partecipatissima assemblea sindacale dei lavoratori della SAF di Colfelice convocata dalla RSU, alla presenza dei Segretari Provinciali Antonio Sessa per la FP CGIL, Luca Lombardi per la UIL Trasporti e Danilo Fallone per la UGL Igiene Ambientale.

Tra il personale l’allarme deriva da una serie di eventi che potrebbero avere effetti devastanti per il mantenimento dei livelli occupazionali della Società Ambiente Frosinone.

La decisione del Ministro Clini volta a far arrivare a Colfelice i rifiuti romani, che ha giustamente causato la ferma opposizione degli Amministratori locali e dei vari Comitati della nostra Provincia, secondo il personale potrebbe essere stata favorita dalla miope gestione aziendale che non ha sfruttato a pieno le potenzialità dell’impianto per servire il nostro territorio.

La SAF infatti è stata realizzata per permettere il completo ciclo dei rifiuti gestito dal settore pubblico e per servire tutti i 91 Comuni del Frusinate.

Tale impianto potrebbe lavorare circa 1000 t. di rifiuti al giorno, ma in passato ne ha lavorati in media circa 800 t. e nell’ultimo periodo è sceso a meno del 50% delle sue potenzialità. Questo anche perché nel frattempo molti Comuni hanno avviato la raccolta differenziata, senza però continuare a far lavorare alla SAF il “differenziato”, ma rivolgendosi ad aziende private.

Le OO.SS., raccogliendo le istanze dei dipendenti della SAF, hanno assunto l’impegno di richiedere un incontro urgente alla Provincia di Frosinone, al fine di convocare un apposito tavolo di confronto alla presenza di tutti i Sindaci, per chiedere che anche i rifiuti differenziati vengano conferiti all’impianto di Colfelice che quindi, lavorando a pieno regime, potrebbe così scongiurare l’arrivo dei rifiuti romani e garantire la piena occupazione dei circa 90 dipendenti.

La FP CGIL, la UIL Trasporti e la UGL Igiene Ambientale ritengono inderogabile salvaguardare il futuro della SAF, a salvaguardia della gestione pubblica del ciclo integrato dei rifiuti a tutela dell’ambiente e quale garanzia di legalità.

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