sabato 10 agosto 2013

POLITICA – Nonostante sia imminente il Ferragosto la politica non va in vacanza ( di Gianni Federico)

Nonostante le imminenti ferie ferragostane con 40 gradi di temperatura e una umida da record , che quest’anno in tanti consumeranno stando a casa mentre i più fortunati andranno su qualche spiaggia o altre località turistiche ma per pochi giorni, la politica non va in vacanza. Il Presidente del Consiglio Enrico Letta cerca di spaventare i democratici ribadendo che oltre a quello attuale ci potrà essere in futuro e con questa legge elettorale, solo un altro governo di larghe intese e con il Pdl come unico interlocutore. Epifani guida da sempre il fronte anti Renzi e resiste per non scoppiare, il sindaco di Firenze invece aspetta il mese di settembre o novembre per consumare nuovamente le primarie, nel frattempo dispensa ricche bordate al collega di partito Letta per distruggere l’attuale governo. Beppe Grillo, che grida ancora nel deserto del Web in vacanza, cerca di far risuscitare il mortadella Prodi per far fuori definitivamente l’ebetino di Firenze “Matteo Renzie” ( un po’ come Fonzie) e guastare le primarie del Pd. Primarie che se celebrate entro settembre, qualcuno indica invece il mese di novembre, con l’assemblea sulle regole che darà l’inizio al percorso congressuale che dovrà concludersi con la nomina della leadership. Sul fronte Pdl Berlusconi prepara  le prossime mosse, sta definendo le motivazioni e i principi per il passaggio alla nuova  Forza Italia  e invita i suoi alla cautela, nonostante Epifani continui noiosamente a richiedere le dimissioni di Silvio dal Senato, perché il Cavaliere non ha nessuna intenzione di staccare la spina al governo. Il progetto per il rilancio di Forza Italia prevede che in ogni città ci sia al più presto un club con quel simbolo e nonostante non voglia staccare la spina al governo Berlusconi ha detto a tutti che dopo il 16 agosto devono sentirsi in campagna elettorale, intanto tutto è stato predisposto per mobilitare la base del partito con iniziative “per la verità e la solidarietà”. La possibilità che il governo tracimi dagli argini per via di spinte e attacchi duri da parte della sinistra è reale, ma non si possono sciogliere le camere prima che la Corte Costituzionale si sia pronunciata sulla legittimità della legge elettorale, per questo all’orizzonte non si intravvedono elezioni prima del 3 di dicembre, anche se in caso di accordo si andrebbe invece al voto  il 24 di novembre sciogliendo le camere entro la prima decade di ottobre. Tutte supposizioni? Con certa politica non si è mai sicuri di niente!

Gianni Federico

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