3 settembre 2013 redazione@ciociaria24.net

Patrica – Bilancio: meno fondi dallo Stato, tagliate le spese del Comune, il Sindaco devolve parte dello stipendio alle famiglie e alle scuole

La crisi che attanaglia l’Italia non ha risparmiato il nostro Comune dove sono stata costretta a ridurre drasticamente le spese. Spero, senza danneggiare troppo i servizi offerti.

Innanzitutto mi sono soffermata sulle spese telefoniche: ebbene, se nel  2008 avevamo speso circa 8.900 euro, nel 2012 siamo scesi a circa 3.000. Tra l’altro abbiamo vinto una importante causa contro la Telecom che ci imponeva di pagare, in bolletta, anche la tassa governativa. Tassa,  tra l’altro molto esosa, che invece non spetta agli Enti Pubblici (come il Comune). Tesi, la nostra, accolta dal Tribunale.

Tra l’altro devo dire che oggi utilizziamo il telefono solo per le urgenze, mentre sia Stefano Belli che Mario Capogna hanno rinunciato, loro stessi, ad avere un cellulare.

Altri tagli sono stati decretati sull’importo destinato al Nucleo di valutazione. In verità una prima riduzione del 10% (obbligatoria) era stata applicata nel dicembre 2011. A gennaio del 2013 abbiamo applicato ulteriori tagli inserendo i gettoni di presenza pari a 250 euro lordi a seduta, per un tetto massimo di 10 sedute l’anno.

In altre parole, se nel 2011 abbiamo speso 5 mila euro, questa spesa si è ridotta (per il primo taglio del 10%) a 4.500 euro  ed ora, con i gettoni di presenza, non supereremo i 2.500 euro per ogni componente del Nucleo.

Voglio precisare che tale Organismo (obbligatorio per ogni Comune) è stato introdotto dall’ex ministro Brunetta ed ha il compito di esprimere un giudizio sull’attività dell’amministrazione e, soprattutto, dei dipendenti. Inoltre ho tagliato le spese destinate alla Comunicazione dell’Ente: se prima erano 7 mila euro, oggi le ho ridotte a 3 mila l’anno. Vorrei precisare che si può fare comunicazione spendendo poco senza intaccare i servizi primari. Alcuni detrattori si trincerano dietro la diminuzione delle spese nascondendo il vero motivo per cui lo si vuole fare ovvero metterci un bel bavaglio come nei più biechi regimi totalitari.

Infine voglio ricordare che ho rinunciato ad una parte del mio stipendio da sindaco. E più precisamente ho devoluto la somma di 300 euro al mese per destinarlo ai fondi per le famiglie e per le spese scolastiche.

Una scelta, questa, che ho deciso di mia  spontanea volontà come segno di vicinanza alle famiglie del nostro Paese.

A questo, poi, va aggiunto il drastico taglio dei trasferimenti dallo Stato. Basti pensare che, negli ultimi 12 mesi, il Comune ha registrato un taglio di ben 120 mila euro dallo Stato Centrale al quale si aggiunge un altro taglio di 44 mila euro dall’addizionale sull’energia elettrica.

Il Sindaco – Denise Caprara

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