10 gennaio 2013 redazione@ciociaria24.net

OTTAVIANI perentorio: “Costi quel che costi, il reparto di ematologia deve rimanere a Frosinone”

Riceviamo e pubblichiamo le seguenti dichiarazioni del sindaco di Frosinone, Nicola Ottaviani

“Ci siamo già attivati tant’è che per la prossima settimana, per la giornata di lunedì, come Sindaco di Frosinone, ovvero della città che ospita il più grande ospedale della provincia, e anche come presidente della Conferenza dei Sindaci sulla sanità provinciale, incontrerò il primario del reparto di ematologia del ‘Fabrizio Spaziani’ per capire la situazione, le esigenze e le problematiche della struttura.

E’ inconcepibile la sola ventilata ipotesi di chiusura dell’unico reparto di ematologia presente tra tutte le strutture sanitarie della Ciociaria. Questa esperienza è nata circa dieci anni fa grazie allo sforzo di tanti operatori sanitari e grazie all’impegno di alcune associazioni che operano sul territorio. Negli anni l’attività è stata finanziata con borse di studio private e anche grazie all’interessamento dei manager dell’azienda sanitaria che si sono succeduti negli anni.

Il reparto non può chiudere perché ricomincerebbe quella emigrazione ospedaliera di tanti malati che aggiungerebbe disagio e pesantezza a situazioni già di grande sofferenza. Non è tollerabile che si torni alla situazione di dieci anni fa. Non è concepibile rinunciare a una grande conquista come quella dell’istituzione e del successivo mantenimento del reparto di ematologia a Frosinone. Non è più possibile che anche per le più semplici prestazioni sanitarie ematologiche i nostri malati debbano recarsi a Roma con grande dispendio di energie fisiche e di risorse economiche per se stessi e per i propri familiari.

Costi quel che costi il reparto di ematologia deve rimanere a Frosinone. Mi spenderò in tutte le sedi per scongiurare la smantellamento del reparto. Frosinone, i cittadini di Frosinone, i cittadini della provincia di Frosinone non possono subire l’ennesimo scippo con la dismissione di un reparto, di un servizio, con la perdita di professionalità importanti che in questi dieci anni di attività hanno aiutato e dato sollievo a centinaia di malati”.

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