Ottaviani: “Lo spopolamento di Frosinone è un fallimento amministrativo”

 

“Un’emorragia continua senza freni”. Nicola Ottaviani, candidato a sindaco al Comune di Frosinone, commenta così gli ultimi dati che certificano la diminuzione degli abitanti di Frosinone oggi attestati a 47.960, la soglia più bassa degli ultimi trent’anni, contro i 48.121 del 2010 e i 48.361 del 2009

“Solo negli ultimi due anni – continua Ottaviani – la popolazione residente è scesa di 401 unità. Una dato preoccupante che ci dà la misura dell’inefficacia e dell’inconsistenza delle politiche messe in atto dal centrosinistra in questi ultimi 15 anni di pura occupazione del potere e non di crescita e di sviluppo della città. Il Comune di Frosinone ormai è sull’orlo della bancarotta sociale. Nulla è stato fatto per attrarre nuovi residenti, nulla è stato fatto per rendere più appetibile il territorio agli investitori, nulla è stato fatto per aumentare l’offerta formativa per attrarre nuova popolazione scolastica e universitaria, nulla è stato fatto per calmierare il prezzo sempre crescente del mattone e per consentire a giovani coppie o single di acquistare una casa a prezzi ragionevoli (clamorosa l’indifferenza verso il piano casa varato dalla Regione), nulla è stato fatto per indurre i nostri giovani a rimanere a Frosinone e a non fuggire anche a 10 chilometri di distanza. Tra l’altro la prospettiva per il 2012 non è rosea dal momento che, per ogni mese, il saldo tra decessi e nuovi residenti è in negativo con una perdita di 25 unità, per cui è presumibile che a fine anno Frosinone conterà altri 300 abitanti in meno”.

“Quando sento dire dall’amministrazione uscente che la città è cresciuta – argomenta Ottaviani – mi chiedo di quale città parlino, visto che i numeri sono impietosi. Sull’aritmetica c’è poco da ragionare. Oggi si certifica il fallimento di 15 anni di malgoverno della sinistra che ha impoverito il territorio, facendo regredire Frosinone al rango di paesone, di città dormitorio, anziché a quello di capoluogo di provincia che la storia gli ha assegnato”.

“Adesso – conclude Ottaviani – verranno a raccontarci, come sono soliti fare, che la colpa è di altri enti territoriali, sfuggendo sempre e comunque dalle proprie responsabilità”.

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