sabato 31 marzo 2012

Ottaviani: “Basta con i ricattucci sulla pelle del capoluogo”

 

In questi giorni ho avuto il (dis)piacere di incontrare in alcune occasioni l’ex on. D’Ovidio, quale capo delegazione dei Cristiano Popolari, in quanto aveva manifestato l’intenzione di collegare la sua lista al centrodestra. Purtroppo, però, durante gli incontri il D’Ovidio non ha speso una sola parola per chiedere quale fosse il mio programma elettorale o quale potesse essere lo spazio per i Cristiano Popolari nella futura amministrazione.

Anzi, alla presenza di alcuni membri del suo direttivo, la richiesta di D’Ovidio è stata sempre quella di farmi attivare con il Pdl romano affinché venisse nominato al vertice di qualche ente pubblico della Capitale, lui personalmente o altri a lui vicini. Richieste del genere, oltre ad irritare la minima sensibilità di chi come me non campa con la politica, ma produce e lavora quotidianamente, ci riportano alla preistoria e alle grotte della Repubblica, dimostrando come il capoluogo sia stato in passato spesso ostaggio di politici di altre città e paesi impegnati ad incassare solo il proprio tornaconto personale.

Ecco perché ho rifiutato ogni compromesso sulla morale e sull’etica della politica, invitando D’Ovidio a sostenere altri candidati a sindaco, disposti a pagare subito l’obolo richiesto. Da chi inserisce l’aggettivo cristiano nel nome del proprio partito ci si aspetterebbe un comportamento meno “disinvolto”, una tantum indirizzato al bene comune. E se questi sono i Cristiano Popolari a Frosinone, figuriamoci cosa potrebbero essere i Laici Impopolari sul tavolo (anzi sulla tavola) della politica locale.

Non accetto ricatti sulla città da nessun politico di turno, perché la dignità di un capoluogo non può essere svenduta al miglior offerente per indossare una fascia tricolore.

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