Operazione dell’Antimafia in Ciociaria: 16 arresti all’alba. Sequestrati 2 quintali di droga

Nelle prime ore della mattinata odierna, ad epilogo di una complessa indagine coordinata dai magistrati della Direzione Distrettuale Antimafia, il Nucleo Investigativo del Comando Provinciale dei Carabinieri di Frosinone e la Compagnia dei Carabinieri di Cassino hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare personale emessa dal Gip del Tribunale di Napoli nei confronti di 16 soggetti (10 in carcere e 6 agli arresti domiciliari), gravemente indiziati dei reati di associazione a delinquere dedita al traffico internazionale, detenzione e spaccio di sostanza stupefacente nel basso Lazio e nelle Province di Napoli, Caserta e Salerno e nel basso Lazio.

L’indagine veniva avviata nel 2012 prendendo spunto da una precedente attività culminata nell’emissione ed esecuzione di provvedimento cautelare nei confronti di 11 soggetti, di cui alcuni di origine casertana e napoletana, per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacente. Le attività, parallelamente condotte mediante intercettazioni telefoniche e attraverso tradizionali attività investigative, hanno permesso di acquisire elementi probatori nei confronti dei diversi indagati, consentendo di far emergere l’esistenza di una struttura permanente nel tempo, dedita all’’introduzione nel territorio italiano di grossi quantitativi di sostanza stupefacente ai fini della successiva commercializzazione in zone geografiche differenti attraverso un’articolata strutturazione del sodalizio su diversi livelli e gruppi tra loro connessi.

In particolare l’indagine ha consentito di identificare:

  • i finanziatori dell’intera organizzazione, che potendo contare sulla disponibilità di risorse economiche, fornivano i capitali utili per l’acquisto in Spagna della droga;
  • i “corrieri”, ovvero coloro che materialmente conducevano il carico di droga dalla Spagna fino a destinazione;
  • i “fiancheggiatori”, ovvero coloro che partecipavano all’organizzazione con funzioni di gestione della fase terminale dell’importazione dall’estero della droga interessandosi, a vario titolo, per il recepimerito della stessa all’atto del suo arrivo, per la custodia presso il nascondiglio prefissato, per il conseguente spaccio “al dettaglio” ed infine anche per la riscossione dei crediti presso i clienti “morosi”.

Nel corso delle indagini venivano raccolti gravi indizi anche nei confronti di alcuni soggetti che, pur non facendo parte stabilmente dell’organizzazione criminale, in diverse occasioni acquistavano ingenti quantitativi di sostanze stupefacenti che poi vendevano al dettaglio nelle loro zone di operatività quali Fisciano, alto Salernitano, zona di Secondigliano e di Ponticelli di Napoli.

Le investigazioni hanno, altresì, permesso di accertare e ricostruire le sofisticate e accorte modalità utilizzate dagli indagati, sia nelle comunicazioni necessarie ai preventivi accordi e pianificazione delle illecite attività, sia nel reperimento e predisposizione dei veicoli su cui trasportare la sostanza stupefacente. Nel caso delle comunicazioni è emerso il ricorso costante ad un linguaggio criptico e a termini convenzionali per simulare il reale contenuto della telefonata nonché all’impiego di telefoni e schede “dedicate” idonee a blindare le conversazioni in una rete chiusa.

Per il trasporto venivano allestiti, ricorrendo a un carrozziere di fiducia, doppi fondi sulle autovetture che trasportavano la droga, su cui, come ulteriore accortezza, viaggiavano solitamente un uomo e una donna nell’intento di simulare il più possibile situazioni di normalità. E’ da evidenziare inoltre la transnazionalità del traffico illecito di stupefacente, essendo stato individuato un canale di rifornimento che, partendo dalla Spagna e passando per la Francia, riusciva a far giungere ingenti quantitativi di sostanze stupefacenti sul territorio italiano ai fini dell’illegale commercializzazione. L’associazione investigata aveva anche referenti esteri, non identificati, e pertanto il gruppo transnazionale organizzato non coincide con l’associazione ipotizzata. Nel corso delle indagini sono state arrestate, in flagranza di reato, tre persone e sequestrati kg. 210 di hashish (18.02.2013) e numerose dosi di cocaina.

Napoli, 31 marzo 2015

Il Procuratote aggiunto della Repubblica
Dottor Giueppe Borrelli

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