17 ottobre 2012 redazione@ciociaria24.net

Nuova Provincia del Basso Lazio: saremo oltre un milione nel caos più totale. Ma ce la faremo, nonostante i politici

E’ umiliante ammetterlo, ma purtroppo non ci sono dubbi: le province sono sempre state una buona scusa per la moltiplicazione di poltrone, nulla di più. Il campanilismo, l’identità e tutte le altre storielle che i politici raccontano in campagna elettorale, non sono altro che artifizi efficaci per aizzare il popolo e condurlo alle urne con l’illusione che il proprio voto sia decisivo per il futuro del territorio. Lo scopriamo solo adesso? Forse si, perché in una età matura ma ancora piena di energie come la nostra è sempre sorprendente riscontrare che ciò che immaginiamo in realtà è solo un centesimo di quel che accade veramente.

L’età di cui parliamo è quella della nostra redazione, pari in media a 34,1 anni. Siamo consapevoli, avendo vissuto più meno metà della nostra vita, di come la Politica sia appannaggio degli eletti e non degli elettori. Sappiamo, peraltro, che ospedali, scuole, strade, insomma tutto quello che fa parte della nostra quotidianità, venga fondato, salvato o soppresso in base a giochi e capricci del mondo politico, non certo pensando alle esigenze delle varie aree territoriali.

Ciononostante, siamo convinti, chi per fede cristiana e chi per semplice buon senso, che ogni essere umano venga al mondo non certamente per frodare e uccidere, bensì con buoni propositi innati che poi vengono incentivati piuttosto che scoraggiati dipendentemente dal contesto in cui la creatura cresce. Quindi, che piaccia o no, il miglioramento del Sistema spetta proprio a noi che subiamo istantaneamente le conseguenze del suo progressivo marcire attraverso tasse, ingiustizie, frustrazioni, licenziamenti e quant’altro. O meglio, noi trentenni vogliamo credere che sia così, non foss’altro per coltivare una speranza o dare un buon esempio a chi adesso è bambino o adolescente.

Abbiamo bisogno di ricominciare, di ricostruire. Il punto da cui ripartire è proprio l’assise provinciale convocata urgentemente nella giornata di ieri, probabilmente la più immorale della storia politica locale, durante la quale si è stato approvato il “Salva-Poltrone”, come lo ha definito Cesidio Vano sul quotidiano “La Provincia”. In sintesi, il giornalista alvitano ha affermato che “con 14 voti a favore e due contrari, il consiglio provinciale di Frosinone, dopo tre ore di discussione (ma più che altro chiacchiere che con il tema in trattazione non avevano attinenza alcuna), ha approvato la delibera con cui contesta al presidente Antonello Iannarilli l’incompatibilità tra i due ruoli rivestiti di capo dell’amministrazione provinciale e deputato della repubblica…..un sistema che alcuni consiglieri –  giusto 16 su 30 totali, il minimo necessario a garantire il numero legale per validare la seduta – stanno disperatamente tentando per evitare che con le dimissioni di Iannarilli – annunciate entro il 28 ottobre per potersi candidare alle imminenti elezioni regionali o politiche – l’ente venga commissariato, con consiglieri e assessori costretti ad andaresene a casa, dovendo rinunciare a emolumenti e rimborsi”.

Un lavoretto coi fiocchi, non c’è che dire. Primo, salvare i soldi; secondo, individuare le strade giuste per conquistare l’ennesima poltrona pagata da noi. Quanto alla gente, che si arrangi pure nell’enorme caos che scaturirà dall’accorpamento di un milione e passa di persone all’interno della nuova provincia del Basso Lazio. Sta bene, ce la faremo comunque; nonostante a questo punto sia preferibile eliminare del tutto le province. Tuttavia ci rialzeremo, forse anche più velocemente di quel che si pensi, poiché non bisogna dimenticare che saremo liberi dal peso di tutte le balle che ci hanno raccontato per decenni su sviluppo, turismo, industria, agricoltura, e chi più ne ha ne metta.

Redazione Frosinone24

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