6 dicembre 2013 redazione@ciociaria24.net

NATALE A FROSINONE, “QUANTA TRISTEZZA!” (di Massimo Turriziani)

“Quanta tristezza provocano le luminarie natalizie, i fiori e le casette che sono comparsi in Città!! Essi non sono un regalo ai frusinati che hanno visto ridursi i già pochi e precari posti di parcheggio ed hanno vissuto momenti di caos nel traffico urbano dovuto alle operazioni di montaggio delle attrezzature e delle luci. Ma quello che mi impensierisce è l’ entità della spesa che è stata sostenuta per allestire tutto ciò, spesa che è a carico della collettività, cioè di tutti noi che a gennaio 2014 saremo chiamati a versare alle casse comunali quella infame parte di rata di IMU sulle prime case perchè a giugno 2013 il Comune di FR ne ha deliberato l’aumento della aliquota percentuale.

Ma, a prescindere dalle considerazioni sulla spesa che ha sostenuto il nostro Comune, benchè in stato di dissesto, ciò che provoca dentro me tristezza ed anche indignazione, è soprattutto questo forzato senso di “natalità frusinate” che il Comune  cerca di darsi e di darci attraverso:

  • gli addobbi di luce che, per  quanto riguarda la parte alta della Città illumineranno il consueto triste e squallido deserto di persone e di ex negozi chiusi.
  • i fiori posizionati in luoghi che, ahimè,  non appartengono ai fiori e che probabilmente finiranno, come accaduto in via Aldo Moro, in via Firenze, al Corso della Repubblica, alla SS dei Monti Lepini etc., tra le erbacce che inevitabilmente vi cresceranno accanto, a causa della mancanza di manutenzione e cura.
  • le casette di legno, novità introdotta con l’intento di imitare i mercatini di Natale di tradizione nordica benchè Frosinone sia molto più a sud di quel nord che in fin dei conti poco le appartiene e ci appartiene, quel nord che non conosce, però, le fettuccine, che non conosce il pollo con i peperoni, quel nord che non conosce le nostre caciotte, il nostro pecorino e le nostre marzoline, quel nord che non conosce i fagioli cotti alla “pignata” all’interno del caminetto, quel nord che non conosce il “fallone” cioè “glie pane rusce” con l’impronta della foglia di cavolo sul fondo, etc.!

Pur se sinceramente auspico il contrario, credo che i mercatini di Natale finiranno con l’essere la triste replica del mercato dell’antiquariato di vecchia memoria, introdotto qualche anno fa e ben presto trasformatosi nel mercato di tutto tranne che di oggetti di antiquariato, trasformatosi nel mercato di articoli più coerenti con il mercato del giovedì, trasformatosi persino nel mercato  dei “vu cumprà”.

Vedremo, dunque, la casine di legno occupate da venditori di porchetta e salsicce?
Da venditori di monili più o meno artigianali ed improvvisati?
Da venditori di prodotti di artigianato africano o pseudo tale?
Da venditori di essenze, profumi e incensi?
Dall’ immancabile venditore di zucchero filato forse unico e coerente personaggio che può essere ascritto alla tradizione del Santo Natale?

Io, ripeto, mi auguro di no, anche se avrei  preferito che questa Amministrazione anzichè inventare cose un po’ sui generis per il Natale, avesse detto ai frusinati: cari concittadini rinnovate la tradizione di festeggiare il Natale in Famiglia. La Città di Frosinone, per proprio conto, anzichè celebrare le festività con inutili quanto banali apparenze vi farà un dono più concreto, non vi farà pagare l’IMU a gennaio e ridurrà la tassa sui rifiuti urbani.  Non vi pare?”

Massimo Turriziani

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