Morte del tiglio (di Massimo Turriziani)

Gran lavoro questa mattina in via America latina, davanti ad un ristorante. Men at work, parafrasando l’autostrada! Uomini al lavoro infatti stavano potando o recidendo il terzo tiglio del posto perché completamente privo di linfa e vita (il primo tiglio e il secondo hanno subito la stessa sorte qualche tempo fa). In attesa che la polizia locale mi permettesse di transitare ho riflettuto sull’evento e mi è venuto spontaneo chiedermi perché di tutta via America latina solo tre tigli, ex meravigliosi e profumati, uno affianco all’altro siano irrimediabilmente morti.
Sarebbe forse opportuno che gli organi competenti accertassero che non si tratti di una malattia del tiglio analoga, ad esempio al “punteruolo rosso” per le palme e simili! Sarebbe un vero peccato che venissero contagiate altre piante che, stando all’evidenza, morirebbero inesorabilmente.
I tigli di via America latina sono una tradizione per Frosinone alla pari dei platani di Viale Roma. Il loro profumo, a primavera inoltrata/inizio estate, è inimitabile e riporta la mente dei giovani e degli ex giovani alla chiusura delle scuole, alla gioia della promozione, all’imminente villeggiatura, ai primi amori vissuti sulle ringhiere del marciapiede antistante la Chiesa di S.Antonio e a tanti altri ricordi che la fine degli alberi cancellerebbe almeno in parte.
Con un pizzico di cinismo si potrebbe anche pensare che non tutti i mali vengono per nuocere ove si ponesse l’attenzione sulla circostanza che il piazzale retrostante i tigli in argomento sicuramente ne ha beneficiato; l’ingresso sul piazzale, infatti, è divenuto sicuramente più facile e sarà sempre più facile e abbondante ove altri tigli dovessero malauguratamente essiccarsi.
Ecco perché, da questa pagina di Frosinone 24, rivolgo alle autorità l’accorato appello di prevenire il fenomeno della distruzione dei tigli di Via America latina e, più segnatamente, di quello sfortunato tratto della strada, anche al fine di evitare che qualche furbetto, approfittando della paventata “malattia del tiglio” ne approfitti per guadagnare spazio, con buona pace dei Verdi e, soprattutto, del buon senso!




