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martedì 26 luglio 2016 redazione@ciociaria24.net

Moretti-Sessa duri con l’Asl Frosinone: «Distrutta l’assistenza territoriale per le fasce più deboli»

Riceviamo e pubblichiamo il seguente comunicato stampa a firma di Beatrice Moretti (CGIL) e Antonio Sessa (FP CGIL).

«La FP CGIL non molla ed entra nel merito della contestata deliberazione n° 847 della ASL di Frosinone e della successiva integrazione n. 916, relative all’istituzione delle Unità Operative Semplici; atti assunti dal Commissario Straordinario Dr. Macchitella senza alcuna informativa sindacale e senza il preventivo parere obbligatorio del Collegio di Direzione. Analizzando nel dettaglio gli atti contestati rimane oscura la ratio alla base degli stessi, ma appare invece chiara la ragione per cui l’Azienda Sanitaria abbia scelto di sottrarsi ad un confronto costruttivo con le parti, peraltro invocato puntualmente dalla Direzione Strategica aziendale nei (pochi) tavoli di delegazione trattante convocati: tali provvedimenti non sarebbero mai stati accolti, perché mirano al progressivo smantellamento dell’assistenza pubblica sul territorio.

Nelle due deliberazioni aziendali del giugno scorso, in particolare nella seconda che apporta modifiche alla precedente, risultano essere gravemente compromesse soprattutto quelle strutture storicamente rivolte all’assistenza all’infanzia, alla adolescenza e alle donne, cioè i Consultori Familiari. Inoltre vengono ridotte drasticamente le Strutture della salute mentale e riabilitazione dell’età evolutiva (da 4 ad 1), dove è stata cancellata anche la struttura dedicata ai bambini autistici. Per quanto concerne l’Assistenza Domiciliare, la delibera n. 916 del 30/6/2016, dispone la proliferazione di Strutture nell’ambito del solo Distretto di Frosinone, a spese soprattutto del Distretto di Anagni –Alatri, dove irrazionalmente scompare la struttura dell’assistenza domiciliare esistente. Non comprendiamo come la ASL di Frosinone possa aver scelto di moltiplicare nel distretto di Frosinone, in maniera illogica, due strutture semplici di assistenza domiciliare, senza operare una corretta e generale valutazione dell’offerta dei servizi per gli anziani e soggetti fragili, gravemente malati nei 4 distretti sanitari in cui si articola l’Azienda. Non vorremmo pensare che tale scelta serva magari solo ad appagare appetiti inconfessati di qualche dirigente o di qualche politico, anche in spregio alle direttive regionali sulle Case della Salute, ma risulta difficile trovare spiegazioni razionali, anche perché la ASL di Frosinone non ne ha fornite!

La FP CGIL torna a denunciare che ancora una volta l’Azienda Sanitaria in materia di Strutture semplici e Complesse adotta un’articolazione che in molte realtà vede “Strutture clone”, che non hanno alcuna utilità organizzativa, ma raddoppiano i costi e rischiano di alimentare confusione nelle competenze e disorientamento negli utenti. Addirittura si è deciso di creare una molteplicità di strutture semplici copie di altre strutture già presenti in altri dipartimenti: vedasi la neostruttura semplice “Medicina delle Migrazioni e del Turismo” rispetto alla Unità Operativa Complessa “Promozione della Salute, Fragilità e Fasce Deboli”. La FP CGIL contesta con forza la scelta della ASL di Frosinone di distruggere strutture già funzionanti sul territorio da anni e fondamentali per l’assistenza delle fasce più deboli: scompaiono infatti le strutture semplici dedicate alla riabilitazione, decidendo così di abdicare completamente al privato. Si tratta di un disastro che verrà pagato dai cittadini della Provincia di Frosinone con una riduzione dell’offerta dei servizi e della loro qualità, proprio in un settore quale l’assistenza territoriale che è fra le priorità della politica regionale e nazionale… ma non a Frosinone».

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