9 settembre 2015 redazione@ciociaria24.net

Mega bufalona su Facebook: ci è cascata anche mezza provincia di Frosinone

Questo il messaggio comparso su molti profili Fb (copia-incolla) nel quale sono citate un serie di leggi che dovrebbero essere utili per tutelare la propria privacy sul social:

«A causa del fatto che Facebook ha scelto di includere un software che permette il furto di informazioni personali, dichiaro quanto segue: oggi, giorno 25 novembre 2014, in risposta alle nuove linee guida di Facebook e articoli l. 111, 112 e 113 del Codice della proprietà intellettuale, dichiaro che, i miei diritti sono associati a tutte le mie informazioni personali, dipinti, disegni, fotografie, testi, ecc… postati sul mio profilo. Per l’uso commerciale di quanto sopra, è necessario il mio consenso per iscritto in qualsiasi momento. Chi legge questo testo può copiarlo e incollarlo nella propria bacheca di Facebook. Ciò consentirà di porsi sotto la protezione del diritto d’autore. Informo Facebook, che è severamente vietato divulgare, copiare, distribuire, diffondere o fare qualsiasi altra azione contro di me, sulla base di questo profilo e / o dei suoi contenuti. Le misure di cui sopra si applicano anche ai dipendenti, studenti, agenti e / o dipendenti, sotto la direzione di Facebook. Le informazioni riservate sono incluse nel contenuto del profilo. La violazione della mia privacy è punibile dalla legge (UCC 1 1 1 1-308-308-308-103 e Lo Statuto di Roma). Tutti i membri sono invitati a pubblicare un annuncio di questo tipo, o se si preferisce, questo testo può essere copiato e incollato. Se non si pubblica questa dichiarazione almeno una volta, tacitamente si consente l’utilizzo di elementi quali foto, così come le informazioni contenute nell’aggiornamento del proprio profilo».

Nel messaggio, è bene saperlo, sono scritte cose non vere. Soprattutto, il messagio è una traduzione fatta con i piedi di un altro testo che circola sempre in rete e scritto in inglese. Dunque non è con un semplice copia-incolla che ci si protegge dall’occhio indiscreto della rete, e non potrebbe essere altrimenti. La soluzione per evitare noie, sottolinea saggiamente Il Post, è questa: «se non si è d’accordo con il modo in cui Facebook tratta i propri dati personali, è non iscriversi a Facebook».

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