martedì 19 giugno 2012 redazione@frosinone24.com

Maxi Operazione antidroga dei Carabinieri, 26 arresti tra cui persone di Piglio, Paliano e Serrone

Alle prime ore di questa mattina, nelle province di Frosinone, Roma e Latina, i Carabinieri del Comando Provinciale di Frosinone, collaborati da militari dei Reparti territorialmente competenti, da unità Cinofile di Roma e da un equipaggio del Reparto Elicotteri Carabinieri di Pratica di Mare (RM), hanno dato esecuzione ad Ordinanza di custodia cautelare emessa dal G.I.P. del Tribunale di Roma, su richiesta della Procura Distrettuale Antimafia della Capitale, nei confronti di 16 soggetti (di cui 8 in carcere e 8 agli arresti domiciliari), ritenuti responsabili del reato di associazione finalizzata al traffico ed allo spaccio di sostanze stupefacenti. Contestualmente sono state eseguite 20 perquisizioni presso le abitazioni di altrettanti indagati.

L’attività investigativa, condotta dai Carabinieri della Compagnia di Anagni, inizialmente coordinata dalla Procura della Repubblica di Frosinone e successivamente passata per competenza alla Procura Distrettuale Antimafia di Roma, essendo emersi elementi tali da far ipotizzare il reato associativo, ha permesso di disarticolare una fitta rete di spaccio attiva nell’alto frusinate ed in alcuni Comuni viciniori della provincia di Roma e Latina.

L’indagine ha preso avvio nell’ottobre del 2010 in seguito all’incendio dell’autovettura in uso ad una degli arrestati, avvenuto in Piglio (FR) ed eseguito quale atto intimidatorio nell’ambito del controllo della piazza di spaccio.

Le attività consentivano, infatti, di scoprire l’esistenza e l’operatività di 2 sodalizi criminali  – di cui uno, meglio strutturato e più forte, capeggiato da un appartenente alla Polizia Penitenziaria e l’altro staccatosi dal primo per contrasti interni sulla spartizione dei proventi   – dediti al traffico ed allo spaccio di droga, con base in Piglio e ramificazioni in altri Comuni dell’alta provincia di Frosinone (Anagni, Fiuggi, Paliano, Serrone), della provincia di Roma (Cave, Colleferro, Roiate, Valmontone) e della Provincia di Latina (Sabaudia).

Ulteriori approfondimenti investigativi conducevano ad una chiara visione delle dinamiche interne alle associazioni criminali, che non disdegnavano l’utilizzo di metodi violenti pur di acquisire un controllo egemonico dello spaccio, ipotizzando, ma non realizzando,  addirittura atti ritorsivi nei confronti degli appartenenti all’Arma dei Carabinieri, ritenuti responsabili di serrati controlli nei confronti dei sodali.

A tal proposito, il 27 dicembre 2010, veniva incendiata l’autovettura di un’altra giovane, ritenuta responsabile di lavorare per l’opposto gruppo delinquenziale. Ed ancora era possibile monitorare aggressioni fisiche, tra cui un investimento con autovettura.

Emergevano, pertanto, una lunghissima serie di episodi di spaccio, in specie di cocaina, che le 2 associazioni acquistavano tramite canali romani e campani.

La vendita della sostanza avveniva talvolta lungo la strada, ma per lo più in luoghi ben definiti individuati in locali pubblici, in particolare una trattoria, alcuni bar ed un circolo privato con sede in Serrone (FR), peraltro già colpito da provvedimento di revoca della licenza, su segnalazione dei Carabinieri della Stazione di Piglio.

Inoltre, nell’ambito dei 2 gruppi, emergevano compiti e ruoli ben definiti affidati ai singoli, tra i quali anche quello di provvedere al controllo del territorio per evitare verifiche ed interventi da parte delle Forze di polizia. Il presidio veniva attuato posizionandosi in località ben definite ed in esercizi pubblici, che consentivano un’ampia visuale delle principali vie di comunicazione. Anche le abitazioni degli elementi di spicco erano letteralmente fortificate con robuste recinzioni e sofisticati impianti di videosorveglianza per evitare controlli improvvisi da parte delle Forze di Polizia.

Altro aspetto che veniva rilevato nel corso delle indagini era la particolare attenzione posta nel recupero crediti nei confronti degli acquirenti che non erano in grado di saldare il debito contratto per l’acquisto della droga. Ad alcuni di loro veniva imposto, attraverso un assicuratore compiacente del luogo, di simulare sinistri stradali, il cui risarcimento doveva poi essere utilizzato per sanare il debito.

L’intera indagine ha evidenziato che lo spaccio realizzato dai due gruppi era  particolarmente ingente, tenuto conto delle innumerevoli richieste di droga a cui gli indagati facevano giornalmente fronte, accompagnate dalla frequenza (almeno due  volte a settimana) con la quale i promotori dei sodalizi approvvigionano la droga necessaria dai rispettivi fornitori abituali. Per un solo gruppo si arrivava a vendere anche 2 chilogrammi di cocaina a settimana per un introito stimato in circa centomila euro.

Può quindi affermarsi che tale attività veniva svolta con carattere professionale, risultando particolarmente redditizia, tanto da potersi configurare come principale fonte di sostentamento degli stessi indagati.

Nel corso delle investigazioni sono state sinora complessivamente tratte in arresto 26 persone, altre 29 sono state denunciate in stato di libertà ed è stato sottoposto a sequestro un consistente quantitativo di droga.

Gli arrestati sono stati associati presso la Casa Circondariale di Roma Rebibbia e presso il Carcere Militare di Santa Maria Capua Vetere (CE).

Per l’operazione sono stati complessivamente impiegati circa 200 Carabinieri.

 

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