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venerdì 23 marzo 2012

L’usura nel Lazio: sempre meno “fai-da-te” sempre più “colletti bianchi” e usura passiva

Banche, Finanziarie ed Equitalia le nuove emergenze.

Si è tenuta in data odierna la conferenza stampa “L’usura nel Lazio: fotografia di un male sociale. Cosa cambierà? Presentazione dei dati sul fenomeno”.
Sono intervenuti il Consigliere Regionale, Mario Mei, il Capogruppo Alleanza per l’Italia in Campidoglio, Salvatore Vigna e il Segretario Nazionale del Codici, Ivano Giacomelli.

Si è dunque discusso di usura, di sovra indebitamento e di strategie in grado di tutelare le vittime perché il Lazio è una delle Regioni italiane che più di altre subisce drasticamente il fenomeno.
Accanto al traffico di droga, al mercato del sesso e agli affari negli appalti, la criminalità si arricchisce, infatti, con i proventi che derivano dallo strozzinaggio.

Ma l’usura non sempre è legata alla criminalità organizzata. Esiste una nuova e sempre più dominante forma di strozzinaggio, quella dei cosiddetti “colletti bianchi”, i white-collar worker che ha surclassato l’usura “fai-da-te”. Se fino a poco tempo fa, l’usuraio era un sedicente amico pronto a dare una mano, allo stato attuale, sempre più frequentemente, i soggetti in difficoltà si rivolgono a canali legali e ipoteticamente sicuri, trovando alle volte il marcio ed è così che una richiesta di prestito si trasforma in un incubo.

Le finanziarie e le banche sono, al momento, le nuove emergenze nel Lazio. Spesso è l’esasperazione di costi e commissioni a portare strumenti legali a tracimare nell’illecito. Da qui il passo verso il reato è breve, anche se resta difficile per un cittadino riuscire a comprendere quando la banca o la società finanziaria stiano mettendo in atto un comportamento al limite, se non palesemente fuori, della legalità. A confermare questa esasperazione del sistema bancario e finanziario sono i numerosi procedimenti penali in cui Codici si è costituito parte civile.

I casi di cittadini laziali coinvolti nella cosiddetta mediazione usuraria, riconducibile al reato di usura e praticata da finanziarie specializzate in cessione del quinto dello stipendio e della pensione, sono infatti in aumento. A Roma e provincia, da settembre 2011 a marzo 2012, sono arrivati al Codici 20 casi.
Uno su tutte, Idea Finanziaria che applicava interessi con commissioni che toccavano, in alcuni casi, anche il 40 per cento.
Come si manifesta, invece, l’illecito nell’ambito bancario?
In questo caso gli oneri finanziari, chiesti al cittadino, possono superare di gran lunga quelli del Tasso Soglia d’Usura.
Le maggiori colpevolezze delle banche rilevate nei casi arrivati al Codici riguardano l’aver:

– – applicato tassi anomali;
– – superato i tassi soglia fissati dal DM attraverso l’applicazione di commissioni, remunerazioni e spese le quali, in massima parte, – dovrebbero essere ricomprese nel calcolo del TAEG di riferimento;
– – preteso, quand’era in vigore, Commissioni di Massimo Scoperto eccedentarie rispetto ai limiti previsti;
– – utilizzato valute fittizie come espediente per allungare i giorni solari di prestito di somme all’utente.

Altra emergenza riscontrata, prettamente nel frusinate, ma anche Roma e Provincia stanno subendo il colpo, è strettamente collegata alle cartelle esattoriali di Equitalia.
Sono varie le fonti che raccontano di persone suicidatesi a causa dell’impossibilità di pagare le ingenti somme delle cartelle esattoriali di Equitalia. In alcuni casi, addirittura si parla di 400 vittime nel 2011, più di una al giorno. Cittadini che si sono tolti la vita e finiti nelle mani degli strozzini o costretti a chiudere la propria attività.
Certamente non possiamo dire che la causa delle morti sia riconducibile solo ed esclusivamente ad Equitalia, vero è che non si può non considerarne il collegamento.

Multe e sanzioni raggiungono anche aumenti del 500 % dopo che il recupero viene dato in gestione all’Ente di Stato. Infatti tra gli oneri di recupero, gli incrementi dovuti al raddoppio della sanzione e i tassi di interesse applicati, si possono toccare cifre che superano di 5 volte il debito effettivamente dovuto. Cosicché molti cittadini si trovano a dover chiedere prestiti anche per vie illegali e molte aziende sono costrette a chiudere l’attività.

Secondo l’esperienza maturata con gli “Sportelli al cittadino” e gli “Sportelli Antiusura”, in genere il sovra indebitamento e conseguentemente l’usura sono di tipo passivo. Sempre più frequentemente, infatti, sovra indebitarsi non è una scelta consapevole, derivata ad esempio da acquisti esosi e non adeguati al proprio budget, ma è dettata da una mancanza di alternative. In questo caso dipende da fattori traumatici ed improvvisi come può esserlo una malattia, la perdita del lavoro, la separazione dal coniuge. L’uomo usurato è difatti un separato o divorziato che non ha un’abitazione propria perché lasciata alla moglie e ai figli, vive in affitto o dai genitori e paga gli alimenti alla ex compagna.

Visto quindi il contesto e le difficoltà dei cittadini laziali si rende pertanto necessario ed urgente tutelare i soggetti caduti nell’usura anche dal punto di vista normativo, attraverso leggi mirate e l’erogazione di fondi. Il sistema dell’antiusura è difatti ancora in attesa di quelli del 2010 e 2011.

Per maggiori informazioni inerenti le tematiche presentate si rimanda al documento “L’usura nel Lazio: fotografia di un male sociale” in allegato con il titolo “usura”.

Associazione Consumatori CODICI

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