Lettera di Domenico Marzi a Michele Marini

Caro Michele,
perdonerai il tono accorato e confidenziale dell’incipit: mi rendo conto che sto per chiederti un grosso favore in un periodo, quello dell’ultimo scorcio di campagna elettorale, in cui gli impegni sono più gravosi e richiedono un notevole dispendio di energie mentali e fisiche. Questa mia premessa non deve spaventarti: ti chiederò, cortesemente, di fare qualcosa che sicuramente è alla tua portata. Mi rendo conto che, in questi cinque anni, inaugurare opere da te non progettate è stato abbastanza faticoso, quindi non cercherò di appesantire ulteriormente le tue spalle, già gravate da una pesante fascia da sindaco e da quel paio di forbici per tagliare nastri nascosto nel taschino della giacca. Vorrei chiederti, caro Michele, di rovistare tra le tue cose più care, laddove custodisci la documentazione relativa all’appalto della Monti Lepini, probabilmente, o dove c’è una copia dell’impegno di spesa di 50mila euro per il progetto “Vola in centro”. Lì, forse, troverai il tuo badge di impiegato al ministero. Triste, arrugginito, provato da anni e anni di inutilizzo. Restituisci un sorriso al tuo cartellino: scrostalo dalla polvere che si sarà depositata su esso in ragione della lunghissima inattività. Lucida bene la banda magnetica: potrebbe esserti utile, a giorni, perché  dovrai rassegnarti a riporre fascia e forbici nel cassetto per fare quello che i nostri concittadini fortunati già fanno: andare a lavorare. Se il badge non dovesse funzionare, se per sfortuna si fosse smagnetizzato, ebbene, non preoccuparti: non resterai senza un’occupazione. Mi farò portavoce presso l’amico Nicola Ottaviani della tua istanza perché trovi un luogo a te congeniale per proseguire la tua attività professionale: penso che, da ente in via di abolizione qual è, la Provincia sarà la tua destinazione naturale. Da lì, come sai, non credendo nell’ente al pari della maggioranza degli italiani, sono andato via. Quindi ti ho lasciato via libera.  Cordialità,

Domenico Marzi

Menu