giovedì 10 aprile 2014

Lavoratori Multiservizi: «Frosinone indifferente, non vuole “contagiarsi”»

«Gli Ex lavoratori della Multiservizi di Frosinone sono tornati a occupare la piazza antistante il Municipio, non in segno di protesta ma come traccia visibile dell’inconcludenza delle negoziazioni e dei tavoli tecnici che si sono avvicendati negli ultimi mesi. “Vorremmo rivolgere ai lavoratori, truffati, sfiancati e sospesi, tutto il sostegno necessario affinchè si giunga a una positiva conclusione. E vorremmo sottolineare la tenacia, il coraggio e la costanza con la quale hanno presidiato le Istituzioni, nel tentativo di riportarle correttamente alle loro funzioni e responsabilità.” così il Circolo di Sinistra Ecologia e Libertà del capoluogo ciociaro.

Amministratori pubblici, sindacati e politici eletti non hanno, tutti insieme, trovato una soluzione e il tempo è ormai scaduto. A breve qualsiasi forma di sostegno al reddito terminerà e non é stato predisposto alcuno strumento per contenere l’ondata di disoccupazione e preoccupazione dei 236 ex dipendenti. Lo Stato da, lo stato toglie. In particolare, la politica non è riuscita a mediare tra i vincoli dei bilanci e i livelli occupazionali, come se l’attuale crisi fosse una comoda scusante: sull’operato svolto dalle precedenti gestioni della Società sono rimbalzate accuse pesanti e difese oltranziste. Ma giunti ad oggi l’impianto processuale, tanto caro ai giustizialisti che siedono tra i banchi della maggioranza, non ha nemmeno distinto ció che appartiene alla collettività da ció che è invece una gestione privatistica e opportunistica dell’Amministrazione.

Resta agli atti un carteggio tra la Regione Lazio e gli altri enti soci che vorrebbe essere una presa di coscienza della situazione e la ricerca di un capro espiatorio, utile via di fuga. Eppure garantire i servizi “pubblici” essenziali attraverso una società “pubblica”, trasparente, controllabile e senza scopo di lucro (pagata attraverso le tasse dei cittadini) non dovrebbe essere un problema irrisolvibile. In un paese normale.

La città come al solito reagisce con indifferenza, etichettando in vario modo la vicenda, quasi a volerla delimitare per non contagiarsi. Nonostante lo stigma, i lavoratori chiedono solo di lavorare, di contribuire con le proprie mani al benessere di Frosinone. Chiedono di essere utili e giustamente retribuiti, come declina il piano industriale che hanno approntato. E sono pronti a dimostrarlo, anche mettendo in campo progetti cooperativi e formativi, per riqualificarsi e migliorare le prestazioni. “Mentre alcuni sono affaccendati a declamare il primo anno di governo regionale e altri a organizzare i festeggiamenti di una eventuale ascesa calcistica, l’augurio – conclude il circolo Sel di Frosinone – è di finire le parole e passare una volta per tutte ai numeri e ai fatti.”»

Comunicato stampa a firma del Circolo Sinistra Ecolocia Libertà Frosinone