L’Archeologia protagonista a Palazzo Iacobucci: “Lectio magistralis” del professor Filippo Coarelli per la Settimana della Cultura

Membro dell’Accademia Nazionale dei Lincei; socio ordinario dell’Istituto di Studi Etruschi; membro dell’Accademia Europea; membro della British Academy; membro de la Société des Antiquaires de France; corrispondente straniero dell’Académie des Inscriptions et Belles-Lettres dell’Institut de France; laurea honoris causa dalle Università di Tours e di Clermont-Ferrand in Francia; laurea honoris causa dalle Università di Oulu in Finlandia. Insignito dal presidente Ciampi, nel 2003, della Medaglia ‘’oro ai Benemeriti della cultura e dell’arte. Docente di Storia romana e di Antichità greche e romane all’Università di Perugia.

Un vero e proprio “fuoriclasse” della cultura, un vanto del nostro territorio, essendo originario di quella fertile terra per la conoscenza e l’arte come la città di Roccasecca, patria di San Tommaso dei Conti D’Aquino e del maestro Severino Gazzelloni.  Stiamo parlando del professor Filippo Coarelli, protagonista dell’evento ospitato nel Salone di rappresentanza del palazzo della Provincia, “Riflessi di archeologia – percorsi di archeologia classica nel Lazio Meridionale”. Un evento, promosso dall’associazione “Progetto Arkés” di Rita Padovano, che rientra nell’ambito delle manifestazioni della XIV edizione della Settimana della Cultura.  Nella Lectio magistralis dal titolo “Considerazioni di un archeologo”, l’illustre cattedratico ha ripercorso la sua esperienza, le sue scoperte e i suoi studi sul Lazio meridionale. Giova ricordare, tra l’altro, che proprio a Coarelli si deve una serie di campagne di scavi sulla colonia latina di Fregellae sul pianoro di Opri, in territorio di Arce, dove è stato realizzato un notevole esempio di musealizzazione dei reperti ritrovati.  Una sala gremita ha accolto Coarelli, testimonianza che il territorio, anche sotto l’azione “pedagogica” promossa dalla Provincia, sta sempre più facendo la bocca buona agli eventi culturali di spessore. Molte le autorità presenti e che hanno voluto portare il loro saluto: Giuseppe Langella per il Comune di Frosinone; Roberto Iosue, in rappresentanza del Consiglio regionale del Lazio e dell’onorevole Mario Abbruzzese e Leonardo Zeppieri per la Banca popolare del Frusinate

A moderare la manifestazione, il docente di Archeologia classica dell’Università di Cassino, Eugenio Polito; mentre l’introduzione è stata curata da Rita Padovano, presidente dell’associazione culturale “Progetto Arkés”.  Al professor Coarelli, l’omaggio istituzionale della Provincia dalle mani dell’assessore Abbate e rappresentato da una campana in terracotta, opera del maestro Nino Caruso.  “E’ per me, nativo di Roccasecca, motivo di grande soddisfazione aver potuto ospitare nel palazzo della Provincia uno degli archeologi di maggiore fama internazionale come il professor Coarelli, mio conterraneo – ha dichiarato l’assessore Abbate – Non per questioni di campanile, sia chiaro, ma per aver potuto apprezzare la sua straordinaria cultura e la sua chiarissima esposizione di un tema tanto legato alla storia del nostro territorio.  Ringrazio, pertanto, gli organizzatori, l’associazione “Progetto Arkés” e Rita Padovano per l’ottima proposta culturale a cui la Provincia ha voluto, con piacere, contribuire”.

Sempre rimanendo in tema di cultura, sempre patrocinato dall’assessorato di Antonio Abbate, a conclusione dell’evento di archeologia, si è svolta la presentazione del volume di Rodolfo Sideri, “La rivoluzione ideale di Alfredo Oriani”.  “Ottimo testo – ha dichiarato Abbate – in cui Sideri riesce a tratteggiare in maniera chiara il pensiero di Oriani, sottolineando l’attualità delle sue riflessioni. Pur di quasi un secolo fa, la battaglia contro l’omologazione culturale, il liberismo sfrenato, l’imperialismo dei consumi, di contro al valore della nazione, della patria, dell’individuo, trova in questo pensatore uno dei migliori contributi”.

Menu