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martedì 2 agosto 2016 redazione@ciociaria24.net

“La Virgola col frac addosso…” (di Michele Santulli)

Riceviamo e pubblichiamo le seguenti considerazioni a firma del prof. Michele Santulli

“LA VIRGOLA… COL FRAC ADDOSSO
è il titolo di un’opera letteraria di un celebrato scrittore di lingua tedesca del 1800, Friedrich Hebbel, che ha di mira l’opera di un altro grande scrittore, Adalbert Stifter il quale, un poeta della natura e delle piccole cose, il suo diletto per le cose naturali lo portava alla descrizione più particolareggiata e minuta anche e soprattutto degli aspetti meno appariscenti di quanto sotto i suoi occhi: pagine veramente poetiche e suggestive linguisticamente melodiose, sulle in realtà infinite sfaccettature di un fossile o su un insetto o su un intarsio ligneo o su un filo d’erba in una giornata di estate o un’alba di primavera o sui colori delle piume di un cardellino, sui sentimenti delicati e nascosti di una donna o di un uomo… …cioè le piccole e piccolissime cose della esistenza, quelle cioè alle quali per molte ragioni non si presta attenzione e che non si ritengono valide di nessuna cura ma che pertanto ad attenta riflessione rappresentano il fondamento e il nocciolo del cosmo e della esistenza umana, come l’acqua, l’aria, la luce… E quindi Hebbel che amava e prediligeva i grandi sentimenti e i grandi avvenimenti, le tempeste, le tragedie, gli uragani, riteneva di doversi fare beffe di Stifter e scrisse appunto un testo critico dicendo che aveva messo il frack addosso alla virgola, cioè aveva ingigantito e impreziosito ciò che invece, secondo lui, non era degno di attenzione.

Ovviamente, maestoso incidente da parte di Hebbel, ma il concetto è rimasto, a guisa di proverbio: das Komma im Frack! Ed eccoci a noi.
E’ una espressione curiosa ma ci si rifletta un istante. Se il solito furbacchione ruffiano ben ammanicato con la pubblica istituzione organizza e mette in campo, come di regola avviene, la manifestazione pubblica tutta apparenza e zero sostanza, la conferenza o congresso, per esempio, sulla religione dei siriani al tempo di Gioele o quella sul colore delle posate dei Maya o quella sulle origini della parola ‘equi’ o la interpretazione delle parole di una lapide da poco venuta alla luce in Turchia o il simposio sugli ‘smarrimenti dell’anima’ o la realizzazione del festival della musica lirica o la mostra dell’illustre sconosciuto o di decine e decine di altri ‘festivals’ che sono invece modeste sagre o spettacoli paesani e infinite situazioni e iniziative del genere fini a sé stesse e, in aggiunta, con nessun riferimento alla propria cultura e sensibilità e conoscenza e memoria storica, ma presentati e pubblicizzati molto spesso perfino come fatti mondiali o internazionali, allora ecco che si mette il frack addosso alla virgola, si fa apparire quello che non è, si fanno diventare elefanti le mosche, quindi si diseduca e inganna e si pervertono e corrompono gli animi.

E parrebbe che noi peninsulari si sia maestri in siffatte attività. Alcuni di tali furbacchioni parassiti che naturalmente hanno ben capito come, ancora oggi, non-funzionano le cose, inventano addirittura musei e festival: appendono alle pareti o espongono magari in qualche casa colonica, immondizia o insensatezze o chiamano qualche cantante e attore e artista e scrittore ed ecco nato il museo, il festival della musica lirica, il festival della musica rock o blues o jazz o folklore o della letteratura: con l’approvazione del solito sprovveduto, o venduto, funzionario pubblico, si ottengono pubblici riconoscimenti che non si negano a nessuno, assieme al plauso di uomini politici sempre sulla scena e anche tanti soldi pubblici! Un frack raffinato dunque non sulla virgola ma, in questi casi, sullo zero. Se si entra nelle sale della presidenza della Amministraz. Prov. di FR fa bella mostra di sé un quadrone munito di bella etichetta di ottone dove si legge: Giuseppe Cesari detto il Cavalier d’Arpino: Le anime purganti. Detto quadrone pagato a suo tempo 27 milioni di lire di soldi pubblici e considerato il solito grande affare dai diretti interessati, che naturalmente passeranno alla storia anche per tale intrapresa, in realtà se affiorasse sul pubblico mercato non troverebbe acquirente nemmeno a cento Euro in quanto non solo perché di pessima qualità e appetibilità quanto con nessun rapporto col decantato Maestro: anche ora il solito furbacchione ammanicato ben conoscendo i pubblici polli, ha saputo trovare la maniera idonea per infliggere alla comunità dei cittadini questo ulteriore bidone: anche ora un bel frack sulla… virgola!
Avendo perso o sulla via di perdere, i punti di riferimento che soli rappresentano una guida e un limite e un metro di valutazione, siamo precipitati sul sentiero, come ha scritto qualcuno, della logomachia, un bel termine che illustra la lotta e la schizofrenia collettiva sulle parole, non più sui fatti, che tiene occupati e impegnati…
La disgrazia è che le istituzioni pubbliche dalle quali ci si aspetterebbe affidabilità e sobrietà e soprattutto competenza e professionalità, sono i maggiori pervertitori, coi soldi pubblici tra l’altro. Le rare eccezioni sempre presenti, non fanno che confermare una regola disastrosa per la collettività”.

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