martedì 23 luglio 2013

La FP CGIL e la CGIL Medici contro il nuovo Atto Aziendale della AUSL di Frosinone

Le novità introdotte con la proposta di Atto Aziendale della AUSL di Frosinone di fatto ruotano  essenzialmente su una serie di tagli che si sostanziano su 2 inaccettabili obiettivi: 1) sulla riduzione del numero di Strutture Semplici e Complesse; 2) sul ridimensionamento del numero di Poli Ospedalieri, prevedendo così 2 POLI con 3 Direzioni Sanitarie, declassando di fatto – non solo nominalmente – gli Ospedali di Alatri e Sora, ignorando completamente oltretutto il futuro di quello di Anagni.

La FP CGIL di Frosinone critica l’impostazione di tale bozza sin dalle basi dei suoi principi ispiratori, perché di fatto sembra rappresentare solo ed esclusivamente un documento di tipo ragionieristico.Il nuovo Atto Aziendale avrebbe invece dovuto focalizzare il suo obiettivo innanzitutto:

1) puntando non al breve ma al lungo termine;

2) programmando il recupero progressivo di tutto ciò che tra il 2008 e il 2012 la AUSL di Frosinone si è sostanzialmente vista scippare in ambito regionale, in termini di numero di posti letto e di personale dipendente. La FP CGIL di Frosinone evidenzia infatti l’inadeguatezza del numero di posti letto complessivamente previsti dal nuovo atto aziendale in base al numero di abitanti censiti dall’ISTAT all’1/1/2010, ossia n. 497.849 abitanti, a fronte di n. 1328 posti letto per acuti di cui 1018 pubblici.

Per quanto riguarda il personale invece da circa 6.500 unità appartenenti all’area medica, non medica e del comparto siamo passati attualmente ad appena 3.985 unità di cui ben 263 risultano ancora assunti con contratti di lavoro precario.

3) rivedendo l’organizzazione aziendale che ha prodotto annualmente avanzi di gestione da parte della AUSL di Frosinone, che sono stati recuperati tra il 2008 e il 2012 da parte Regionale senza prevedere alcun ritorno o vantaggi negli ultimi 4 anni per l’Azienda che li ha determinati, ma anzi erogando meno servizi all’utenza.

Alla luce di tali premesse la FP CGIL di Frosinone ritiene non ammissibile quindi da parte della AUSL oggi proporre ancora una volta un Atto Aziendale che si sostanzia su ennesimi tagli che vanno ad incidere su una condizione già di mera sopravvivenza per i servizi sanitari erogati all’utenza Ciociara.

Non bisogna dimenticare che la AUSL di Frosinone nel tempo si è distinta nel Lazio da tutte le altre Aziendale Sanitarie perché, pur potendo in passato, non ha mai assunto stabilmente il suo personale, non ha dato effettiva attivazione negli anni pregressi a diverse Unità Operative Complesse, non ha mai istituito alcuna posizione organizzativa per il personale del comparto, né ha attuato correttamente le posizioni di coordinamento normativamente previste.

Tale miopia strategica, che purtroppo pare riconfermata anche nella bozza di Atto Aziendale 2013, amplifica gli effetti devastanti dettati dall’input Regionale finalizzato a tagliare indistintamente ed in percentuale i costi attuali, determinando la contrazione di un’organizzazione già assolutamente sottodimensionata nella nostra azienda Sanitaria.

Ma la Ausl di Frosinone, proprio nel momento in cui è necessario ed urgente trasferire le cure dall’Ospedale al Territorio,  al fine di riorganizzare in modo serio e lungimirante un sistema comunque complessivamente troppo costoso, propone di fatto la smobilitazione della sanità  territoriale.

Per tali considerazioni  critichiamo decisamente la proposta di Atto Aziendale 2013 della AUSL di Frosinone,  in quanto risente ancora comunque di una visione “ospedalocentrica”  della cura.

La FP CGIL di Frosinone denuncia che gli stessi dati epidemiologici presenti nel documento proposto da parte aziendale sono carenti ancora una volta dei necessari dati relativi alla mobilità passiva verso gli Ospedali Romani e gli Ospedali di Regioni confinanti, che è noto in realtà essere crescenti in modo esponenziale nel corso degli ultimi anni.

Riteniamo dunque che la visione strategica che scaturisce dalla bozza in esame risulti miope e limitata,  basata sulla suddivisione netta e non dialogante tra aree funzionali contigue, ospedaliere e territoriali.

Volendo entrare maggiormente nel dettaglio, la FP CGIL di Frosinone contesta la proposta di Atto Aziendale rispetto a quanto previsto per  l’Area della Riabilitazione, settore  di primaria  rilevanza economica ed assistenziale,  per il  quale è richiesto un continuum di cure e dove invece è evidente la mancanza di  strumenti organizzativi adeguati per  questo scopo e che, paradossalmente, viene risolta attraverso la cancellazione totale  della Area funzionale della Riabilitazione Ospedaliera.

Qualora fosse accettato tale inusuale  sistema organizzativo,  verrebbe considerato  normale un sistema di  delega esclusivo della totalità  degli interventi  riabilitativi ospedalieri  ai soggetti erogatori  privati accreditati,in un sostanziale regime di monopolio totale.

Uno scempio viene compiuto  a danno  del Dipartimento Materno Infantile (DMI) che contava ben 17 Strutture (4 UOC + 12 UOS + 1 UOSD) e che  ha subito una riduzione di oltre il 75%,  residuando solo 4 strutture (2 UOC + 2 UOS),  cancellando così di fatto l’organizzazione operativa in modo omogeneo ed uniforme sui 4 Distretti. L’annessione del Consultorio pediatrico al Consultorio familiare non è comprensibile e non è accettabile.  Le Strutture del Dipartimento Materno Infantile che, oltre ad essere individuate come interlocutori e collaboratori delle Amministrazioni Comunali, delle Scuole, dei Tribunali Civili e Penali e dei Tribunali per i Minorenni, di altri Ospedali per attività di prevenzione, di cura e di riabilitazione, rappresentano Centri Pilota per ricerche ed iniziative della Regione Lazio, Referenti Aziendali e Regionali per Campagne Nazionali di Prevenzione e di Educazione alla Salute.

Di fatto  con tale impostazione, nonostante le apparenze di una attenzione speciale da parte Aziendale per la popolazione cosiddetta “fragile”, in realtà sono gli stessi soggetti deboli e svantaggiati a pagare il prezzo più alto, in termini di possibilità di cura, subendo tagli lineari di oltre il 75%.

Chiediamo alla Regione Lazio e alla AUSL di Frosinone come svolgeranno, quelle poche strutture residue, i compiti istituzionali di tutela della maternità e del bambino nelle diverse fasi? Una tale penalizzazione significa fare un notevole passo indietro sul piano delle conquiste civili e sui costi che la società dovrà sostenere per le conseguenze di un mancato intervento sul piano della prevenzione

La FP CGIL di Frosinone critica con forza tale impostazione, nella ferma convinzione che debba essere garantito il ruolo del Consultorio Familiare, del Consultorio pediatrico ed in particolare del SMREE all’interno della programmazione territoriale. .

La Fp CGIL evidenzia inoltre che il Dipartimento di Salute Mentale risulta un’altra area altamente penalizzata. Nel nostro territorio abbiamo visto una progressiva riduzione di personale migrato in altre strutture o in altre ASL regionali.

Nonostante il sovraccarico di lavoro cui fa nonostante tutto fronte il personale rimanente, la Salute Mentale non è in grado di garantire nemmeno i livelli minimi di assistenza con 4 DSM territoriali e con una distribuzione disomogenea delle restanti strutture. In questa particolare congiuntura storico-economica,  dove la crisi economica fa emergere drammi con morti più o meno annunciate, l’assistenza psichiatrica è ulteriormente penalizzata anziché essere potenziata dalla AUSL di Frosinone.

Con la proposta di Atto Aziendale sembra di assistere per la Salute Mentale, più che mai, alla logica assurda di cercare di fronteggiare la cronica carenza di personale e soprattutto di medici specialisti semplicemente  con la riduzione dei servizi erogati. Inaccettabile e semplicemente scandaloso proporre da parte della AUSL di Frosinone quindi ad es. la riduzione di 15 p.l. dell’emergenza psichiatrica.

Irrazionale e illogico, viste anche e soprattutto le stesse premesse all’atto Aziendale relative al Bilancio demografico provinciale, che mettono in risalto l’aumento del peso della popolazione anziana e “tenuto conto che gli anziani sono forti consumatori di servizi sanitari” (leggasi p. 10 Atto Aziendale AUSL di Frosinone), prevedere nel Dipartimento di Scienze mediche l’accorpamento di Strutture complesse e la scomparsa di altre strutture come la Diabetologia, perché ciò non è in linea con i dati epidemiologici e con le Linee Guida Regionali sul piano per la malattia diabetica.

Secondo la FP CGIL di Frosinone il documento proposto dalla AUSL non considera affatto che una buona organizzazione sanitaria significa  dare i servizi dovuti ai cittadini di questo territorio, dare opportunità di lavoro e favorire una migrazione attiva verso la nostra Azienda, anziché verso ASL limitrofe, con ulteriore impoverimento  economico e di risorse umane.

La FP CGIL di Frosinone chiede pertanto di modificare decisamente la bozza di Atto Aziendale della AUSL di Frosinone e sollecita la Regione Lazio ad intervenire al più presto per fare chiarezza sulle Linee Guida emanate che rischiano di massacrare la sanità frusinate.

Frosinone Lì, 23/07/2013

Il Segretario Generale
Beatrice Moretti

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