La dignità a volte è anche coraggio folle: donna si butta dal secondo piano di un palazzo

Pensare di aver perso la dignità, anche quando si commette un errore, grande o piccolo che sia, è  sbagliato. La dignità muore quando muore l’essere umano, è qualcosa di innato, un ingrediente che fa parte di noi fin da quando veniamo alla luce. La dignità è parente stretta della coscienza, con cui si coalizza durante l’esistenza per tormentarci quando ci comportiamo in modo per così dire non conforme alle caratteristiche tecniche di un essere umano. Soprattutto, la dignità si trasforma in coraggio folle nei momenti più difficili, quelli in cui ci sentiamo spacciati.

È il caso di una donna che per vivere vende il proprio corpo. Questo mestiere, che senza alcuna ipocrisia non bisogna giudicare ma neanche giustificare, per il semplice fatto che il corpo femminile, pur essendo dalla notte dei tempi l’unica meraviglia umana che manda l’uomo fuori giri, rappresenta comunque qualcosa di sacro. In sei, quattro uomini e due donne, hanno attirato la giovane con un tranello in un appartamento a Roma con l’intento di stuprarla. Lei ha opposto resistenza, loro l’hanno picchiata e denudata.

A quel punto l’atto estremo, la dignità che emerge in modo dirompente, l’adrenalina che sale alle stelle stimolata dalla rabbia per le botte subite e l’umiliazione per esser stata denudata: la donna si lancia dal secondo piano della palazzina in cui era stata portata condotta con l’inganno. A causa dell’impatto ha riporta fratture e lesioni varie, i sanitari del 118 intervenuti sul posto hanno provveduto subito a trasferirla in ospedale dove ora si trova ricoverata in terapia intensiva. Tre dei sei aguzzini sono stati fermati dalla Polizia del Commissariato di Monteverde. Per la donna la fine di un incubo e, lo speriamo vivamente per lei, la possibilità di ricominciare.

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