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giovedì 9 marzo 2017 redazione@ciociaria24.net

La Ciociara “porno”: il regista replica alle polemiche su Fb e… “ringrazia”

«Essendo molti di voi abituati a leggere soltanto i titoli dei post comunico immediatamente che nella mia versione della ciociara non sono presenti stupri e che non esiste alcuna citazione alle marocchinate. Soddisfatti? La storia del film è tutt’altra e si sviluppa prendendo spunto solo dalla parte iniziale del romanzo di Moravia. Avete regalato tanta pubblicità a un film porno, e per questo vi ringrazio, senza neanche aver visto un fotogramma e fidandovi di tutte le sciocchezze che giravano in rete. Insulti a me ed alla mia famiglia, minacce di violenza fisica, interventi urgenti all’aula del Senato e lettere al Presidente del Consiglio. Povera Italia…».

Questo il secondo post riportato sulla pagina social del regista pornografico Mario Salieri, relativamente alle polemiche divampate in questi giorni sulla pellicola che ha lo stesso titolo di un film drammatico tratto da un romanzo di Alberto Moravia scritto nel 1957.

Di seguito, invece, il primo post intitolato “LA MIA RISPOSTA ALLE POLEMICHE” e pubblicato il 7 marzo.

«Dall’epoca storica conosciuta ogni guerra ha i suoi stupri, commessi da eserciti di ogni bandiera e religione ai danni di uomini, donne e bambini. Omero e Erodoto documentano quelli degli eserciti Greci e Romani e perfino nella bibbia compaiono citazioni (genesi 19:6). Nel medio evo i Vichinghi e i soldati mongoli avevano fama di terribili stupratori e nei conflitti arabi lo schiavismo femminile finalizzato allo stupro era particolarmente diffuso. Nella seconda guerra mondiale le marocchinate, sostenute e incitate da molti graduati francesi, nella loro atrocità non erano molto diverse dagli stupri compiuti dall’armata rossa durante l’occupazione di Berlino o da quelli eseguiti dagli eserciti inglesi, americani, canadesi e italiani. In epoca più recente è possibile ricordare gli stupri etnici nei territori della ex jugoslavia o quelli compiuti dai miliziani dell’isis nei territori occupati. Se ho ben compreso però, l’oggetto della polemica sulla mia versione della ciociara non è tanto lo stupro di guerra quanto la rappresentazione di una violenza sessuale nell’ambito di un opera audiovisiva. Sottolineando con forza l’orrore e l’indignazione nei confronti di tutti coloro che nella vita reale si macchiano di qualsiasi tipo di violenza o sopruso ai danni dell’essere umano, ricordo che moltissimi registi di fama internazionale hanno rappresentato nelle loro fiction lo stupro con dovizia di particolari voyeuristici. Solo per citarne alcuni menziono Sam Pachinpach con Cane di Paglia, Pasquale Festa Campanile con Autostop Rosso Sangue, Gaspar Noè con Irreversible o Alejandro Jodorowsky con El Topo. Ora apprendo con stupore che con tutti i problemi di cui è afflitta la nostra povera italia la Senatrice Maria Spilabotte predispone un intervento urgente nell’aula del Senato per limitare la commercializzazione del film ancor prima della sua uscita, che il presidente dell’associazione vittime delle marocchinate Emiliano Ciotti ha scritto al presidente del consiglio Paolo Gentiloni una lettera di sdegno senza neanche aver visto il film e che la testa pelata Fernando Incitti dei CasaPound di Frosinone, che certamente nulla conosce del poeta Ezra, minaccia me e Roberta Gemma di violenza fisica. Ma stiamo scherzando? Spero che tutto questo sia frutto d’invenzione giornalistica (le minacce sono vere e già state querelate), ma se fosse reale allora è la conferma che in Italia siamo messi davvero molto male. A proposito……ma poi chi dice che nella mia versione della Ciociara siano rappresentate le marocchinate?»

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