La candidata sindaco Marina Kovari: Il grande sport non basta!

Frosinone, 12 marzo 2012. Il grande sport a Frosinone: solo nel mese di aprile
il pugilato internazionale, a maggio il giro d’Italia e i play off dei
campionati di basket e pallavolo, con la speranza che il Frosinone Calcio
raggiunga mete più lusinghiere.

Frosinone sembrava fino a qualche anno fa la periferia dello sport italiano.
Oggi con l’avvento di strutture sportive imponenti (il palasport, la piscina
olimpionica e uno stadio in grado di accogliere anche 10.000 persone) il grande
sport sembra essere arrivato “finalmente” .

Sembrerebbe che tutto vada bene, ma in realtà le cose non stanno proprio così.
Pensiamo per esempio ai prossimi eventi: saranno completamente sovvenzionati
dalle tasche dei cittadini. Almeno centomila euro andranno nelle tasche delle
società pugilistiche e del Giro d’Italia. Nulla ovviamente vieta ai nostri
amministratori di propagandare come politica dello sport l’evento. Trasparente
però deve essere la spesa che essa comporta al momento e nei tempi futuri. I
cittadini devono sapere quanto realmente sborsano e soprattutto quanto a loro è
stato tolto in servizi, lavoro, scuola negli ultimi due anni di paventata crisi
economica dove tutti stanno facendo sacrifici invece altri continuano a fare le
nozze d’oro.

Per noi lo sport non è fatto solo di “grandi eventi” e di “grandi
infrastrutture”, dichiara Marina Kovari, candidata a Sindaco della Coalizione 
composta da Sel, RIfondazione Comunista-La Colomba e Frosinone Bene comune.
Occorrono campi sportivi di quartiere,attrezzati e ospitali, che costituiscano
occasione concreta per fare sport e momento di incontro tra gli abitanti del
quartiere.

Le strutture esistenti sono importanti, ma da sole non bastano ad avvicinare i
cittadini allo sport, come la flessione nella partecipazione diretta del
pubblico dimostra. Insomma, a vedere gli eventi sportivi ci va sempre meno
gente. Le cause ovviamente sono diverse ma gli effetti si infrangono con le
politiche delle cattedrali nel deserto come a Frosinone.

Eppoi, come detto, c’è il capitolo costi: Ma quanto costa un grande evento e
quanto costa mantenere delle strutture così grandi? E soprattutto chi paga? Per
gestire il palasport occorrono alcune centinaia di migliaia di euro l’anno. Dal
2007, anno di inaugurazione, come si rileva da delibere comunali, nessuno,
nonostante accordi e convenzioni, ha mai versato un euro nelle casse del
Comune. E a far fronte alle necessità per evitare l’interruzione dei servizi
principali ci pensa sempre il Comune, con i soldi di tutti, che anticipa, nella
speranza che le Società private coprano i loro debiti.

Idem per la gestione della piscina comunale del Casaleno. Questa struttura
costa molto di più del palasport e anch’essa vive difficoltà economiche cui il
Comune ha dovuto in più occasioni fare fronte. Si potrebbero citare molti casi
di “intervento” del Comune in favore di società sportive, parlare della Piscina
di Via Adige, che giace nel più totale abbandono, ma a noi preme parlare delle
cose che faremo.

Noi partiremo dall’esperienza del Campo di atletica B. Zauli, l’unica
struttura “democratica” e dove lo sport svolge la sua reale funzione, gestita
direttamente dal Comune. Noi pensiamo che lo sport  vada inteso come attività
sociale e culturale e non come competizione per “professionisti”. Creeremo di
campi di basket, pallavolo, calcetto gratuiti, attrezzi, percorsi ginnici ecc.
con autogestione dei quartieri ad esempio e utilizzo più razionale delle
strutture già esistenti come quelle delle scuole e quelle delle parrocchie.
Adeguremo la parte superiore del polivalente per i ragazzi che pattinano.

Essendo lo sport attività sociale, la gestione dei fondi sarà organizzata
secondo le modalità del “bilancio partecipativo”. Tutti i cittadini nei loro
quartieri dovranno partecipare alla decisione sull’utilizzo dei fondi sportivi,
e non solo, su dove investire, su cosa costruire o migliorare.

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