20 febbraio 2013 redazione@ciociaria24.net

Insufficienza renale. Con dialisi domiciliare spesa ridotta di un terzo e migliore qualità di vita.

Oltre 40.000 pazienti italiani affetti da compromissione renale cronica si recano tre volte a settimana in ospedale per sottoporsi all’emodialisi, perdendo di fatto la possibilità di vivere una vita normale. L’alternativa esiste e si chiama dialisi peritoneale domiciliare. Grazie a questa tipologia di trattamento un paziente può decidere di eseguire la terapia a casa – di giorno o di notte- senza di fatto alterare il proprio stile di vita e le proprie abitudini.

Nonostante la dialisi peritoneale sia indicata per la maggior parte dei pazienti, ad oggi la percentuale di utilizzo non supera il 10%. Il gruppo di studio di dialisi peritoneale sottolinea come invece la dialisi peritoneale, oltre a rappresentare un trattamento clinicamente sicuro ed efficace, potrebbe portare anche un risparmio considerevole nei costi sanitari delle Regioni, se fosse applicata in maniera più incisiva. Emodialisi e dialisi peritoneale ottengono risultati sovrapponibili nella maggior parte dei pazienti e, piuttosto che trattamenti in competizione tra loro, dovrebbero essere utilizzati come modalita’ integrate e sequenziali.

Idealmente, ogni paziente che entri in un programma di dialisi, dovrebbe ricevere un’informazione competente ed imparziale e, in assenza delle rare controindicazioni assolute di tipo medico dovrebbe essere avviato al trattamento di sua scelta. Quanto sopra presuppone la costruzione di una rete assistenziale integrata su territorio e la definizione ed il superamento di alcune barriere attualmente penalizzanti tanto la scelta che la partecipazione alla cura del paziente che inizia la dialisi.

A novembre 2012 un documento di “proposta di percorso operativo per lo sviluppo della terapia dialitica domiciliare” è stato portato all’attenzione della Conferenza Stato-Rregioni: la malattia renale cronica, alla luce del mutato quadro generale dell’assistenza al paziente affetto da questa patologia, deve essere governata da un ” Welfare state” compatibile con la situazione economica ed organizzativa del paese. Il percorso dovra’ tener conto dei principi di compatibilità (con gli assetti istituzionali), di sostenibilita’ ( in termini economici), del ruolo delle regioni e della centralità del paziente. L’aumento del carico assistenziale complessivo, sia in senso quantitativo ( maggior numero degli assistiti) che qualitativo (paziente tipo più anziano e con patologie complicanti/ concomitanti) è oggi molto rilevante e richiede nuovi mix assistenzilai nonché un’offerta di terapia domiciliare e tecnologie sanitarie efficienti.

Proprio per la complessità di questa patologia la presa in carico dei pazienti deve essere supportata da un sistema / rete di servizi ( non solo sanitari ) che razionalizzi il percorso diagnostico, terapeutico ed assistenziale. In questo senso il mix assistenziale proposto non può dipendere solamente dalle caratteristiche della rete dei servizi e dai setting degli erogatori, ma deve offrire maggiore varietà e complessità. Nell’ottica di diversificare l’offerta , la stessa deve contemplare oltre alla struttura ospedaliera anche il distretto, i centri ambulatoriali, le residenze non ospedaliere, l’assistenza domiciliare nonché prevedere la presenza di professionisti sempre più qualificati sulle nuove modalita’ di assistenza.

Riteniamo che i principi sopraesposti si possano e si debbano tradurre in indirizzo comune della legislazione regionale perché il presupposto ineludibile dell’equità consiste proprio nell’omogeneita’ delle risposte assistenziali, quali i percorsi diagnostico- terapeutici del paziente nefropatico e programmi di assistenza infermieristica domiciliare e territoriale e nell’adeguata allocazione di risorse economiche quali budget e tetti di spesa e i contrbuti economici di cura al paziente. Oggi c’è ancora molta strada da fare perché tutte le regioni possano realizzare significativi interventi in tal senso, che ad oggi sono portati avanti solamente da alcune che possono essere considerate virtuose.

Dott.ssa Flora Ferazzoli
Responsabile SS Dialisi Peritoneale Ospedale Frosinone

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